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Ironico ritrovarmi a scrivere qui dopo parecchio tempo e dopo che il mio ultimo post è stato in parte, nei fatti, completamente contraddetto e ribaltato.
Ma ogni cosa a suo tempo.

Intanto, oggi, una piccola dissertazione botanica.
Avete presente come nasce un fiore? Si pianta un seme. Quando è piantato, se non sai dov'è, non te ne accorgi nemmeno. Eppure sta lì, cresce, esce fuori a poco a poco, finchè finalmente non si schiude in tutto il suo splendore. E ti ritrovi tra le mani questa fragile cosa colorata, tanto semplice quanto meravigliosa.
Ecco, un fiore. Nato da un seme sconosciuto piantato chissà quanto tempo fa, che ho visto crescere e che è sbocciato. E come il piccolo principe con la sua rosa, vorrei tenerlo sotto la mia campana di vetro per curarlo il più a lungo possibile.
Peccato per i rovi intorno. Ma in fondo non rovinano nulla, per quanto abbiano tentato di nascondere e soffocare la delicatezza del giglio, l'eleganza del lilum, l'aura di mistero in cui si avvolge l'iris, la purezza di una rosa bianca.
Stupidi rovi, siete solo invidiosi. Invidiosi di essere brutti e dannosi, inutili e meritevoli solo di essere estirpati.
Estirpati ed essiccati. Non chiedo di meglio.

Oggi è un bizzarro anniversario. Mi è tornato in mente per caso, sapevo che ricorreva in questo periodo e a un certo punto oggi mi sono detta "Toh..."
E' strano pensare che a distanza di un anno, sia un giorno tanto uguale quanto radicalmente diverso. E mille volte migliore, pur nella sua...malinconia. Non è un anniversario da festeggiare, ma è una data che ricordo e che mi fa pensare, perchè apre e chiude un anno veramente intenso e intricato...

Intanto? intanto mi ritrovo a fare i conti con cose che sono tutto meno che ciò che immaginavo. Perchè se il tempo fa vedere dei limiti, delle cose che non conosci, delle cose che impari ad accettare e delle cose che puoi non sopportare... il caso ti fa scoprire che alcune cose sono ancor meno come sembrano. E se posso accettare la differenza di vedute, le diverse abitudini, non accetto in nessun caso di essere presa in giro, soprattutto dopo che mi sbatto per rimediare a qualcosa già in partenza discutibile... Ma la rabbia passa, e resta la consapevolezza, la superiorità di andare dritta per la mia strada convinta di quanto di buono ho fatto e posso fare, e l'appoggio di persone che certo stimo, e mi stimano, parecchio di più.


Certe cose vanno gridate ai quattro venti. Certe cose vanno a malapena pensate, nemmeno sussurrate, perchè appena le dici... è come se spezzassi la magia.
Quindi d'ora in poi le tengo per me... perchè dopo una giornata in cui ho detto "A", è seguito un weekend in cui si è tutto ribaltato in "Z".
Siccome, però, al mio "A" ci tengo, da questo momento in poi me lo custodisco ben bene. Anche perchè, in effetti, penso che finchè c'è, non sia necessario dirlo... si vede.
...Non sono come noi, perduti antichi eroi
noi due che al binario ci diciamo addio...

...noi ci siamo amati, violentati,
deturpati, torturati,
maltrattati, malmenati,
scritti lettere lo sai...

...noi ci siamo persi, ritrovati, poi bucati
c'è un amore che mi lacera la carne ed ancora
tu lo sai...

...non sono come noi, innamorati eroi,
noi due che al binario ci diciamo addio...


[ stralci liberamente sottratti alla canzone dei Baustelle "Gli Spietati"]

Un non luogo, la scelta più azzeccata forse. Dei gradini sotto ad una statua di non so nemmeno chi, accanto ad una fontana che odorava di cloro. Un'ora e mezza, tanto è bastato. La sensazione di guardarsi allo specchio, di sapere che per strade diverse, con modi diversi, eravamo lì con le stesse idee ad affiorare dalle labbra. Un misto di fotogrammi che si susseguono in un lampo, un flusso di coscienza, altra acqua oltre a quella della fontana. Due biglietti comprati all'edicola, due treni in contemporanea nel verso opposto. Ultima battuta, dissolvenza.

E adesso... adesso potrei fare uno spot pubblicitario: "Polo: il buco con la menta intorno"
La menta è buona ma.... il buco è largo....
it could be wrong, could be wrong...
...but it should have been right!

it could be wrong, could be wrong...
...this is out of control!

it could be wrong, could be wrong...
must erase it fast

it could be wrong, could be wrong...
it can never last

it could be wrong, could be wrong...

BUT IT SHOULD HAVE BEEN RIGHT!
Tempo per me.
Tempo che mi prendo forzatamente, visto che invece di prepararmi per il laboratorio di spagnolo sono a letto coi postumi della febbre... evidentemente il mio corpo non ha apprezzato la settimana di bagordi a cui l'ho sottoposto... beh, io l'ho apprezzata, quindi va bene lo stesso e pazienza la febbre =D
Andiamo a gambero nei resoconti degli ultimi tempi, manco da un po' su questo schermo...

Dapprincipio, questo ultimo weekend. In trasferta, destinazione Roma, ospite da Pawe per un ennesimo concerto da condividere e una giornata da turiste per caso. E' stata una bella emozione tornare nella capitale, non la rivedevo da 4 anni e l'ultimo ricordo era veramente notevole... la notte in cui l'Italia ha vinto i mondiali, 9 luglio 2006. Eh si, non ci andavo da un po'! La sensazione è sempre la stessa, un posto magico, forse la città più bella che io abbia visitato, un luogo in cui dovunque tu vada ti basta guardarti intorno per trovare qualcosa da ammirare... Non so se, come pensavo allora, ci vivrei, mi sono troppo abituata a città piccole per tuffarmi nella metropoli, però...mi incanta. Le due giornate sono state attive e ricche di soddisfazioni, dapprima un pomeriggio di shopping sfrenato e molto fruttuoso -comodo andare in giro insieme quando si hanno gli stessi gusti e lo stesso target-, poi un concerto sorprendente, dall'emozionante e tenero all'ironico e l'incazzato... meritava più pubblico di quello che c'era, e quanti adulti! non l'avremmo mai detto... La domenica invece giro turistico per il centro, accompagnati da un sole meraviglioso, dapprima il colosseo, ingresso gratuito e spettacolo unico vederlo dall'interno, immaginare come fosse secoli fa... e poi foro imperiale, piazza navona, il pantheon che resta sempre una delle mie cose preferite... un mega gelato e direzione Ara Pacis per la mostra su De Andrè, piena di piccole cose che lo hanno reso molto più uomo, molto più vicino ai nostri occhi... Altro giretto per il centro, via dei condotti, piazza di Spagna, con anche il mio adorato cuginetto che è venuto a salutarmi, poi san Pietro e infine ora di cena... strafogati al buffet orientale, e finally home. =)
Andando a ritroso... settimana vivace dal punto di vista degli eventi Tls, abbiamo intensificato le attività e decisamente non posso lamentarmene, le cose più belle sono quelle inaspettate, e quando un presunto aperitivo ti manda in giro per tutta la città e ti riporta a casa parecchio brilla dopo sei ore, davvero non posso chiedere di meglio^^ le pazzie della I, le chiacchierate con D, i giochi abbastanza improponibili al The wall... e io confido sempre che "the best is yet to come".
Altra ricchezza, i dialoghi con B... e gli incontri per merenda che finiscono a mezzanotte... altra persona che mi sorprende parecchio, per le sue doti nel capire chi ha davanti al primo sguardo e per leggerti dentro senza giudicare. Persona strana, certo con le sue complicanze, ma... mi piace, sono contenta della fiducia che è nata.
Il gambero prosegue la sua strada fino al weekend del mio ritorno in Toscana... ritorno accompagnato da pensieri complessi e poche risposte, ritorno che si è visto accogliere da piacevoli sorprese... da reazioni che non avevo messo in conto, da frasi giuste al momento giusto.
Eppure... eppure ancora ci sono dettagli che mi fanno traballare, che mi fanno chiedere se sia il mio sentiero.
Un cerchio. Probabilmente si, ma un hula hopp o un cerchio infuocato, di quelli da circo?
...ovvero riflessioni mie su fatti altrui.
Quando scoperchi il vaso di Pandora... hai un bel daffare, dopo, a voler rimettere tutto dentro...oramai quel che c'era dentro ha fatto capolino, per non dire che si è prepotentemente messo in bella mostra. A quel punto non puoi più ignorarlo, o mettere la testa sotto la sabbia... devi guardarlo dritto in faccia e trovare l'arma giusta per levarlo di torno definitivamente.
Riaprire il vaso e volerci rimettere tutto dentro è come andare a raccogliere la sabbia con un retino per farfalle: ti sembra di prenderla, ma non appena tirerai su il retino ci passerà attraverso e tornerà libero attraverso i buchi.
Nel mito di Pandora, la sola cosa che restava nel vaso quando veniva svuotato, era la speranza. Speranza che può già di suo essere una buona arma per combattere i mali non più rinchiusi... solo che a volte non basta. E allora devi chiamare a raccolta i rinforzi... e sperare che arrivino in tempo.
Giornata vuota, oggi... un po' inutile, un po' in stand by. Persa tra mille pensieri, dopo pettegolezzi e confidenze, risate sciocche ma sincere e racconti importanti e difficili.
Tante diverse conversazioni a provare sempre più come questo 2010 sia iniziato davvero con la luna storta per tutti. Sembra il raduno ufficiale delle cattive notizie. E non posso che sperare che migliori, perchè all'idea di augurarmi che sia il prossimo ad andare meglio mi vien male... mancano ancora 9 lunghissimi mesi!

"Non ci scommetterei 5 centesimi. Più buio che luce. Ma allora..."
Eppure torno a giocare sulla mia altalena, a dondolare, ad andare sempre più su. C'è qualcuno sotto... sei venuto a spingermi? ad aspettare che scenda perchè è il tuo turno? a prendermi per mano per portarmi a casa?
gneeek....gneeek...
...Penso di avere voglia, più o meno consciamente, di farmi un male cane con la musica che suona in questo momento, sul mio pc e nella mia testa.

E non parlo della musica di pessimo gusto. Ma della musica che mi fa spuntare le lacrime senza che nemmeno me ne accorga.

per chi volesse provare a imitami, scegliete due o tre pezzi a caso di Vecchioni.
Ma...
se l'amore fosse una malattia
sarei ipocondriaca anche per questo?
Ieri giornata dagli occhi a stelletta.
In primo luogo in facoltà... lezione della Ilide che se per molti poteva sembrare noiosissima, per me è stata
qualcosa per cui pendere dalle sue labbra. Oggetto? La trafila di un libro e del suo andare in stampa, e il
ruolo del traduttore all'interno di questa enorme macchina che è l'editoria.
Mi ridurrò a una cacciatrice di inediti malpagata e con le borse sotto gli occhi per le notti passate tra pc e
vocabolari? si, e non aspetto altro. Davvero mi sentivo nel mio in queste 4 ore da cui sono uscita stremata
ma con seimila castelli in aria... Curiosità, entusiasmo, aspettativa e un pizzico di timore reverenziale, ma
onestamente pur con tutti i lati negativi della cosa non mi sono sentita scoraggiata o demotivata dalla
discussione, anzi... non vedo l'ora di trovarmici in mezzo, e probabilmente mi informerò presto per buttarmi
nella mischia...
Altre stellette? si, ma di quelle da film. Organizziamo per uscire... "V, vieni?" "Eh, non lo so... è arrivato F
ieri a mezzanotte... sabato avevamo litigato e non aveva voluto aspettare fino al weekend per vederci". ...cosa
c'è da fare gli occhi a stelletta? a parte che è un bel gesto comunque... ma l'arrivo in questione è da
Valencia...! Al nostro tavolo ispanista siamo rimaste tutte estasiate... è quel tipo di cose che pensi di vedere
solo nei film... il ragazzo che ti bussa sotto casa a mezzanotte con i fiori in mano... *_*
Lo so, sono sciocchezze. Non sono queste le cose su cui si misura l'amore. Però cavolo... fanno il loro porco
effetto, ti sciolgono ogni dubbio! Ricordo che c'era chi mi diceva che il suo sogno romantico di questo genere
era avere qualcuna che lo aspettasse davanti a casa sotto una pioggia battente... Questa è una di quelle cose
che farei senza indugio. Prendere un aereo forse no, o meglio, lo avrei fatto una volta, ma non è successo e so
che probabilmente non avrebbe minimamente sortito l'effetto sperato, quindi bene così...
Riflessioni fini a sè stesse sicuramente, ma insomma oggi avevo gli occhi brilluccicosi...
Alle volte ci si aspetta così tanto, dagli altri. Alle volte si vorrebbe che ci leggessero nel pensiero. Alle volte si
pretende troppo, sicuramente. Ma alle volte... alle volte si vorrebbe qualcosa che sembra tanto normale
quanto impossibile, tanto insignificante quanto indispensabile.
In bilico, sul filo di un rasoio. Perchè quello che si fa non è quello che gli altri vorrebbero ricevere, e quello
che si riceve non è mai quello che si desidera. Incontentabili. Ma accontentarsi, in queste cose, vale?
"Non senti che, tremo mentre canto... è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai..." Estate, un
periodo in cui il sole splende e tutto scalda. E nessuno la scambierebbe mai per una luce tiepida e indecisa.
Ma se l'inverno sta arrivando, prendi una coperta o migri a sud?

Oggi è un anno. Un anno da dottoressa.  Un anno in cui sono cambiate millemila cose. E ancora altrettante
saranno da vedere...
Auguri a me.
Oggi è ancora un altro anniversario. L'anniversario di un ricordo. Di un ricordo superato, di un momento difficile, dell'inizio della fine di un inizio. E siamo ancora qui.

It comes a time.
It comes a time, when you feel sick and tired of counting for nothing.
It comes a time, when you do something you've never expected to, and even if you don't feel proud of it, you know you couldn't have done something different.
It comes a time, when you feel like being on a knife edge.
It comes a time, when you wait and hope. But not only, and not forever.

That time has come. so?



Un mese lontana da questi schermi, e quante cose...
Sento il tempo scorrere tra le mie dita come sabbia che non riesco ad afferrare. Siamo a metà marzo, e non so come ci sono arrivata, e non sono qui soddisfatta. Ma fiduciosa, perchè piccoli segni mi fanno ben sperare in soddisfazioni future. E poi si sa, io sono una da bella stagione.
Persone che mi mancano, persone che mi dispiace siano lontane, poco importa se si parla di lontananza fisica o emotiva, o entrambe.
So che certe distanze si possono colmare, e anche se non le colmerò con un volo intercontinentale, le riempiono parole, pensieri, vicinanza emotiva... non pensavo mi mancasse così.

Come direbbero i russi.... Che fare?
bella domanda. Una vaga idea di risposta ce l'ho. ma vaga, molto vaga.
Staremo a vedere.
com'era? la ruota gira. e ordisce come vuole.
But I want to be a ta'veren of my own Pattern.
Quando passi 5 ore della tua vita a cliccare a ripetizione su Aggiorna nella pagina web dei risultati di un esame, solo per la curiosità di saperli e la voglia di sfatare un sogno della notte precedente... ma in fondo il vero motivo è che vuoi qualcosa che ti faccia sentire soddisfatta di te e ti strappi un sorriso (e se è meno che nel sogno sono cazzi)
Quando ricevi dei messaggi che se non ci fosse scritto il mittente penseresti che te li abbia mandati un idraulico particolarmente socievole che ti ha aggiustato il rubinetto il giorno prima
Quando non metti il naso fuori casa da giorni, esclusa una più che dignitosa prestazione al bowling di una sera, e non conti di mettercelo fino al momento dell'esame, ma non perchè tu stia studiando poi così tanto, in fondo
Quando le persone che ti stanno più vicine sono quelle che ti aspetteresti di meno
Quando ti rigirano nella testa sempre le stesse due parole, ma non riesci a dirle
Quando vorresti poter leggere nel pensiero... ma ancor di più vorresti smettere di pensare e sparire per un paio di settimane su un'isola caraibica, da sola, senza nulla di più preoccupante in mente che di dover mettere la protezione solare perchè altrimenti diventi un gambero
Quando forse è il caso di smettere di cliccare su Aggiorna.
7 febbraio 2007... una stella dal cuore rosso compie ora tre anni. Sembra ieri e al contempo un secolo fa, che un divano arancione in una casa Viola hanno ospitato quell'oggetto,e tutto quello che vi ha fatto seguito.
Una stella. Bizzarro come questo simbolo mi sia sempre stato associato. Da quella stella al venire chiamata Stellina da mio papà, da bimba...ma non soltanto. Dall'averla come sigla a ogni mia firma, come logo a segnare il mio passaggio.
Stella. Sinonimo di fortuna, di successo. Ma la stella può essere anche cattiva, a volte. Mi chiedo di che natura sia quella che mi accompagna...

Anche il sole è una stella. E ricordo un bagno di sole in una mattina di fine autunno, un sole che ho visto sorgere e che mi ha illuminata a un nuovo giorno. Sensazioni splendenti quella mattina. Che ultimamente non riesco a rivivere. Sarà che ho scelto una città piovosa, ma ultimamente sono pochi i raggi che mi toccano.
Aspettando la primavera...

I think it's my fault. But not only mine.
La colpa è mia, se lascio che una stupidaggine mi faccia tremare e piangere. La colpa è mia, se un continente non è uno spazio sufficiente per entrambe (e non sia mai che si tratti di una nazione, o addirittura di una regione...men che meno una città). La colpa è mia, se non riesco a non leggere malizia e lascivia in parole banali (o forse questa non è tutta colpa mia?).
Ma... è solo colpa mia se mi sento così poco salda nel mio ruolo da non reggere il confronto, da non reggere la sua sola presenza, da patire un complesso di inferiorità mai conosciuto?
Colpa mia, e del mio essere distorto, il volere essere il meglio, il massimo, magari non per tutti ma per Qualcuno si. Ma è solo colpa mia se non mi sento più il massimo? A me fa senso perchè non ero così. E tre mesi fa, anche, non avrei reagito così, lo so. Sono io troppo fragile o sono sensibile a qualcosa che manca?
Chi sa rispondere è pregato di contattare al 340-...

E intanto?
Intanto lo stress si fa sentire, e la mia corsa continua. E come al solito, voglio correre sempre in maglia rosa. E anche una semplice goccia di sudore di troppo mi manda in crisi. Davvero vorrei che non ce ne fosse nemmeno una, vorrei non avere sete, vorrei che non mi cedessero le gambe per la stanchezza. Ma non sono un robot, ho un corpo vivo e devo prendere il meglio anzichè pensare al peggio. Bella roba...

Odio gennaio, e odio un po' anche febbraio. Mesi freddi, vuoti, pesanti. Tanto stress e poco relief... in preparazione a un semestre impegnativo, ma spero ricco.
So di essere al meglio quando sono vitale, impegnata, soddisfatta. Spero che arrivi. Voglio superare l'era glaciale e smettere di essere un fossile, voglio essere...raggiante.
L'onnipresente facebook quest'anno ci propone una simpatica applicazione che fa una selezione random di tutti gli status postati nell'anno 2009. C'è già qui chi li ha incollati tutti, accompagnati dai versi di una appropriata canzone, quindi non copierò l'idea, pur avendo salvato l'elenco dei miei stati a imperitura memoria.
Quello che farò sarà usarli come spunto per un riepilogo dell'anno passato... un anno intenso, difficile, pieno di picchi e di strapiombi.

Gennaio.
Gennaio è iniziato con una nevicata clamorosa in tutto il nord che ha rischiato di ostacolare la mia carriera universitaria, ritardando ora dopo ora l'aereo che doveva condurmi a Bologna per il mio ultimo, sofferto, maledetto esame. L'ultimo esame è stato seguito da una settimana di febbre, giusto per non godermi il meritato riposo, da un rientro a casa temporaneo prima di risalire per le ultime fatiche...

Febbraio
Febbraio mi ha vista finalmente vergare la parola fine alla mia triennale, con il diciotto più bello della mia vita, una tesi consegnata al volo e finalmente un sospiro di sollievo... Mi ha vista volare verso il mio secondo San Valentino sardo, festeggiato con un mazzo di tulipani gialli e, in posticipo, con un concerto del poeta Guccini... Mi ha vista aprire le portiere di una macchinina rossa, regalo gigantesco e inaspettato...

Marzo.
Se dici marzo, dici laurea. Non c'è altro da commentare.
Il 24 marzo 2009, una corona d'alloro si è poggiata sulla mia testa, accompagnando un voto palindromo come il mio nome. Il 24 marzo, alcune tra le persone a me più care al mondo si sono riunite in una stanza per festeggiare il mio traguardo, in una atmosfera di amore come poche volte ho sentito. Il 24 marzo mi sono trovata seduta per terra nei portici di piazza maggiore, con un papiro appeso di fronte, un vestito da iPhone addosso e una bottiglia di Garzellino svuotata per tre quarti in mano. Il 24 marzo mi sono trovata di nuovo con una corona d'alloro addosso...e tanto basta.
Si, marzo ha avuto solo un giorno, il 24. "Dottore, dottore, dottore del buco del cul, vaffancul, vaffanculllll"

Aprile
Aprile è stato un mese di transizione. I festeggiamenti laureosi sono proseguiti nelle lande sicule con tutta la famiglia, le vacanze di Pasqua sono passate quasi in sordina, alla luce di una complicità che sembrava ritrovata, e di una calma che purtroppo ha avuto vita breve.

Maggio
Maggio è stato il mese più complicato.
Cominciato nell'idillio di un regalo di laurea da consumare, di cinque giorni nella Barcellona spagnola, a godere di un po' di estate anticipata, a sbalordirci davanti alle case di Gaudì e a rilassarci tra la Spagna in miniatura del Poble, a vagare insoddisfatti tra i costosissimi negozi Desigual... e proseguito tra attriti e fraintendimenti culminati nella crisi più imprevista che mi sarei mai aspettata di dover fronteggiare: due frasi virtuali e un monologo telefonico di mezz'ora a porre fine a una relazione durata due anni.

Giugno
Giugno ha visto il fondo e la risalita. Ogni attesa, ogni lacrima, ogni speranza di recupero o anche soltanto di spiegazioni si è infranta davanti a una frase laconica, che al tempo stesso è però stata la prima molla per la rinascita. Una settimana tra amici a Pisa e Bologna ha contribuito a darmi un assaggio della mia vita futura, il rientro mi ha visto riprendere le redini di quel che avevo lasciato, e anche questo mese il 24 è stato un giorno significativo: il primo segno di un contrappasso, in qualche modo.

Luglio
Luglio è sempre per me l'estate per eccellenza... questo luglio mi ha vista avvicinarmi a persone che non erano mai state molto presenti nella mia vita, ma che sono state la salvezza di questi mesi; mi ha vista coronare un piccolo sfizio, qualcosa che adesso posso archiviare come un bel ricordo; mi ha vista fare nottate nonostante l'insonnia e le mille scomode reazioni del mio corpo; ha visto una presenza infilarsi in sordina nelle mie giornate.

Agosto
Agosto quest'anno è stato di nuovo Lecce... una settimana intensa, ricca di concerti, di cazzate alla luce di un rapporto tra i più preziosi che io possegga, di confidenze e di serenità trasmessa reciprocamente... quella settimana è stata la vera vacanza, storpiata solo da un evento drammatico di cui credo non capiremo mai la vera entità, il vero significato. Questa vacanza ha contribuito a un avvicinamento, a mille domande che trovavano risposta, a mille curiosità suscitate e sedate, che al rientro continuavano ad alimentarne altre... L'attesa, la voglia di conoscere di più, meglio.
Il post ferragosto ha visto entrare nelle mie serate della Gentaglia che ha illuminato le ultime sere d'estate, tra discoteche improvvisate su un lungomare deserto e albe da attendere nel cortile di casa mia...

Settembre
Settembre è stato un mese di cambiamento. Dopo un favoloso after con la gentaglia appena citata, sono partita alla volta della nuova avventura universitaria, ma non solo. Sono partita in compagnia di una amica vecchia e nuova al tempo stesso, che ogni giorno assume più importanza. Sono partita con un countdown in corso, che solo sei giorni dopo ha trovato compimento. Raggiante, sono stata definita in proposito, e non posso che confermare.
Settembre è stato il mese del mio ventitreesimo compleanno, festeggiato in una notte sul prato di piazza dei miracoli, e in una giornata circondata da un mucchio di persone presenti lì, solo per me.

Ottobre
Ottobre è stato un mese complesso, a sua volta. Un mese che non avrei mai messo in conto. Un mese di treni su e giù dall'emilia, un mese di saluti, un mese di gente in visita e di stranezze standard, un mese di incontri imprevisti.
Un mese che ha cambiato tutto, un mese che ha ribaltato quello che avevo costruito fino a quel momento, senza che potessi impedirlo. E non potevo perchè forse in fondo non volevo impedirlo.

Novembre
Novembre è stato duro a sua volta. Ha comportato scelte, mi ha fatta vivere tra i dubbi di cosa potessi aspettarmi da chi mi stava intorno. Ho imparato a mie spese a non fidarmi di chi mi è vicino, e nonostante tuttora io riesca a dare molto di me, quello che ho sentito in questo periodo mi fa adesso dire "ma davvero mi posso fidare?" ogni volta che apro bocca. E per un'anima candida come me, è uno strazio.
Novembre è stato un mese faticoso, ma felice. Mi ha vista in gita scolastica in quel della Crusca, mi ha vista arrancare x seguire le lezioni, mi ha vista alla laurea di una persona cara, mi ha vista su e giù da un treno a riprendermi qualcosa, mi ha vista stressata, ma piena.

Dicembre
Dicembre sta per finire. Dopo due esami, dopo tensioni, dopo discorsi difficili, e una ritrovata serenità. Dicembre mi ha regalato un chiarimento ma non un recupero, perchè per ora non lo voglio, e mi ha regalato un ritorno che mi riempie di gioia.
Mi ha regalato il rivedere da Amico una persona che non sembra nemmeno essere stata con me tanti anni fa, perchè adesso è troppo mio amico per essere un ex, e mi ha regalato vedere sotto lo stesso tetto due persone che per me sono state e sono fondamentali, e vederle stare bene tra loro anche.
Dicembre mi ha regalato una nuova armonia, da cui spero di poter imparare qualcosa.

Non ho ancora tutto quello che voglio. Vorrei un equilibrio che ancora arranco per inseguire, e che non trovo. Ma è il mio desiderio per l'anno nuovo, e spero che io, grazie anche a chi mi sta a fianco, possa ottenerlo.
Il 2009 è stato un anno pieno. Pieno di successi e di crisi, di novità e di ritorni, d'amore e di ferite.
E d'altronde, non è altro che vita.
Tanti pensieri, in questi giorni forzatamente fermi e poco produttivi.
Uno, immediato, appena giunto.
Mi chiedo come, quando sono diventata, per certi versi, l'esatto opposto di quel che ero, di quel che professavo di essere, di quel che andavo fiera di essere. Tanto quanto prima certe cose non mi toccavano, o se anche mi toccavano riuscivo a non darlo a vedere, a razionalizzarlo per conto mio, adesso basta un istante perchè mi facciano diventare verde di bile, o talvolta di invidia, e rossa di rabbia, nei casi peggiori, tanto da rendermi gialla e acida come uno yogurt andato a male... e spesso e volentieri senza spiegare il perchè se non a me stessa, e senza potermi sfogare come vorrei, per non sentirmi rimproverare per qualcosa che so già essere una colpa, perlomeno una debolezza. Che abbia sempre mentito a me stessa credendomi più forte di ciò che sono? Che riversi sugli altri quello di cui vorrei ogni tanto essere benevola causa?

"Bisogna non esserci sempre per essere indispensabili"... frase pubblicata tempo addietro sul wall di un amico. La condivido in parte. Essere volutamente sfuggenti, non essere reperibili, negarsi...queste le trovo vigliaccate. Ma l'errore peggiore, un errore tremendamente facile da fare, è dare, e farsi dare, per scontati. E quindi non sparire, ma nemmeno precipitarsi, semplicemente far sentire con tanta delicatezza la propria presenza, da far pesare come un leggero vuoto la propria assenza... come quando è tutto a posto, ma senti, non lo so, un ciuffo di capelli dal lato sbagliato della testa, il laccio delle scarpe un po' più stretto del dovuto, insomma quel minuscolo dettaglio che sai che non è a posto, e che una volta sistemato ti fa proseguire la tua strada con un sorriso. Ecco, questa è un'arte che vorrei imparare. Perchè io sono la donna degli eccessi, io voglio, e regalo, il tutto o il niente... Col tutto alle volte rischio di soffocare, col niente rischio di mostrarmi acida e scostante anche con chi ha più bisogno, anche con chi vorrei invece colmare di attenzioni.

Una decina di giorni mi separano dal mio ritorno a casa... mi attendono vacanze di natale che spero piacevoli, mi attendono persone e cose da riordinare, mi attende un periodo che ormai da... cinque anni a questa parte si è sempre dimostrato significativo, in un modo o nell'altro, e sono curiosa di vedere in che modo lo sarà stavolta. E' inevitabile che il bilancio 2009 si avvicini. E' ancora presto, lo so... ma intanto pensavo, pensavo... e pensavo che la maggior parte degli avvenimenti si possano siglare con la parola Errore. Errori miei, o altrui, un po' di tutti, perchè tutti facciamo degli errori. C'è chi ha sbagliato nell'avere troppa fretta di giudicare. Chi ha sbagliato nel tenere per sè troppo a lungo cose che invece andavano sputate fuori, perchè dal gusto pessimo. Chi ha sbagliato per troppa sicurezza di sè, senza capire che la sicurezza non dipendeva solo da sè, ma da chi gli stava vicino. Chi ha sbagliato per ingenuità, chi si è fidato troppo e nei momenti sbagliati, delle persone sbagliate. Chi ha peccato di doppiogiochismo, pensando che non se ne sarebbe mai accorto nessuno, e invece le carte nelle maniche ci stanno scomode, e prima o poi escono. Chi ha sbagliato per troppo orgoglio, chi se l'è lasciato calpestare, chi si è messo nelle mani sbagliate.
Io? Io forse ne ho fatto almeno uno per tipo, di errore. Ma dagli errori si impara, spero. Non posso dire se ho già imparato qualcosa, so però che ho già fatto certe cose non dico per rimediare, ma per arginare la possibilità di ripetermi in futuro, perchè perseverare è diabolico... ma perdonare è divino, quindi chissà cosa mi riserveranno i prossimi mesi.

Non ho ancora, ebbene si, proprio io... non ho ancora comprato i regali di natale. Ho una bella lista che campeggia in mezzo a un bloc notes, ma la febbre, lo studio, altri impegni mi hanno impedito di abbandonarmi all'atmosfera natalizia... spero di colmare questa mia mancanza quanto prima, ma intanto, già che ci sono, un po' di regali virtuali... li faccio con un po' di anticipo, perchè alcuni devono arrivare lontano, e sapete come funzionano le poste, in periodo di festa...

A T, la capacità di seguire una linea per sè, e non per essere quello che ci si aspetta, il dono di mostrare quel che ha di buono, se c'è ancora, invece di farlo seppellire dalle macerie del materialismo e della superficialità
A T, la forza per affrontare la sua nuova avventura, un po' di soldini che male non fanno (hai giocato al winforlife?^^), delle braccia spalancate per accogliere ogni suo ritorno, e la certezza di un cuore caldo che è vicino anche da lontano.
A D, un po' di fortuna nelle questioni di cuore, qualcuno che si accorga del suo valore, che sappia andare un po' più in là della superficie e proseguire un po' al suo fianco.
A B, un sonnifero potente a base di equilibrio e serenità, un cielo stellato a fargli da custode.
A M, nulla che non abbia già, qui il regalo me lo faccio da sola, offrendo un sorriso per affrontare ogni giornata, l'ottimismo per andare avanti e la lucidità per affrontare le cose difficili.
A S, le parole chiave della mia estate: "priorità, e tempistica".
A L, una corazza contro le delusioni... meglio prevenire che curare.
A L, un po' di stabilità, e qualcuno che riesca a stargli dietro, visto che so per esperienza quanto sia difficile.

...ci sono persone a cui non so che regalare, e altri regali che non voglio fare, perchè non sarebbero graditi... ma in questa prima parte di "atmosfera natalizia", buona attesa della festa più festosa dell'anno.
E non chiedetemi perchè amo il natale, io che odio le feste comandate in cui bisogna divertirsi per forza... non lo so, ma è così. Mi sento bene, a pensare al natale. =)
"Ah, sospirava, se ci fosse un cacciavite per togliere le idee sbagliate e un martello per fissare le buone intenzioni, una chiave inglese per stringere per sempre l'amore e una sega per tagliare col passato! Ma questa attrezzeria non ce l'hanno data e, dopo aver tentennato e scricchiolato, prima o poi ci romperemo."

                                        S.Benni
Sto ancora combattendo le mie battaglie. Sto ancora fronteggiando nemici scomodi. Affogo ancora per respirare, imparo a sanguinare, fiduciosa che certe ferite si rimarginino. Ho degli alleati che voglio al mio fianco con la spada sguainata, che talvolta lancio all'avanguardia, quasi tenendomi nelle retrovie, e ho degli alleati che invece ogni volta mi riprometto di congedare, di non convocare alle armi. Ho un solo nemico, e non ho ancora capito la strategia vincente per schiacciarlo una volta per tutte, e costringerlo alla resa. La storia dimostra che le guerre lampo non funzionano (potete smentirmi?), ma qui la guerra di logoramento va avanti da troppo... avrei bisogno di una spia che mi riveli il trucco per affondare il colpo decisivo, ma temo di doverlo scoprire da sola.

Credete nei sogni? O meglio... quanto di noi credete che esprimano? sono paure, sono cose che non ammettiamo da svegli, sono cose che sappiamo ma che rimangono latenti... cosa? Un sogno mi ha turbata, stanotte. Un dettaglio tanto piccolo quanto perturbante, ad alimentare pensieri già cupi. Vedremo se sarò io a vincere, se sarà il sogno, o se ci scopriremo a combattere sullo stesso fronte. L'importante è sempre quello che mi sono ripromessa: non mentirmi.
...E sarò davvero una fenice, prima o poi.
E non ho voglia.
E sono stanca, terribilmente stanca.
E il tempo è sempre troppo poco, e le cose da fare troppe.
E vorrei fare tutto e mi sembra di non riuscire a fare niente.
E mi sembra di non godermi quello che di buono c'è.
E mi dà fastidio stare male, e mi dà fastidio agitarmi, e non sopporto di non sentirmi padrona.
E vorrei cancellare quello che mi fa soffrire.

E vorrei qualcos'altro che forse ancora non so.
Ognuno di noi è colmo di pregi e difetti... i pregi a volte non si notano e a volte si esaltano pure troppo, e i difetti uguale, alcuni si acuiscono e si considerano più vincolanti di quanto non siano in realtà, altri non si notano nemmeno, finchè qualcuno stufo di sopportarli non ce li sbatte in faccia.
Di me... in linea di massima non so dire quali siano gli uni e gli altri; tendo talvolta a sminurmi, talvolta a colpevolizzarmi troppo, e a volte invece a esaltarmi o ad assolvermi troppo in fretta... Di tutti i miei pregi e difetti, siete pur invitati a fare l'elenco, se volete, ma se sto parlando di questo argomento è perchè me ne viene in mente uno che forse, se pure agli altri potrà sembrare quasi innocuo, per me è lacerante... un ENORME bug nel mio carattere è la necessità impellente di piacere. Ho bisogno di sentirmi apprezzata, di sentire valorizzare quel che faccio, di sentirmi benvoluta, di primeggiare nei cuori di chi mi sta a cuore (bisticcio di parole assolutamente voluto, per chi avesse da criticare il mio italiano)...
Direte che è naturale, in realtà a suo modo è una tortura... non mi condiziona al punto di voler essere qualcosa di diverso da me, pur di piacere, questo no: troppa superbia mi appartiene, per  pensare di modificarmi radicalmente in funzione di qualcun altro... però soffro quando non sono al primo posto nell'affetto di chi mi è vicino, soffro nel non vedermi preferire, soffro quando qualcuno mi si allontana, soffro quando qualcuno che stimo non ricambia la mia stima, quando qualcuno che mi manca non sente la mia mancanza (o se la sente, non parla...) ...è lacerante, a suo modo, un modo leggero ma insistente.
Certo, questa stessa cosa mi ha anche portato ad aprirmi a mille cose diverse...voler piacere al mondo mi ha anche spinta a interessarmi a mille mondi diversi, a incuriosirmi verso cose che non facevano parte del mio ambiente, a conoscere settori che molte altre fanciulle interessate solo a trucco&parrucco nemmeno immaginano... Come mi disse P: "sei affascinante perchè sei interessata e interessante"... non so se sia vero che sono affascinante e interessante, so che è vero che sono interessata, che la curiosità, l'ascolto, la comprensione che offro non sono fittizie, non sono solo pose... e in effetti mi sono più volte accorta di piacere proprio per questo...
Che mi piaccia piacere, è una schiavitù. Mi capita in ogni piccola cosa, solo io so quanto gongolo quando mi si dice che ho fatto qualcosa bene, quando catturo l'attenzione di qualcuno, quando faccio un intervento corretto o interessante in facoltà...
Maledizione a me, questa è la mia stupida, stupida vanità.
Finalmente ritrovo il tempo per me e per queste pagine... ne sono stata lontana troppo a lungo, ma sono stata troppo impegnata, troppo carica emotivamente e fisicamente per trovare la pace necessaria a scrivere...

Lo faccio adesso, un pomeriggio di una domenica un po' uggiosa, passata da sola in casa e finalmente con la possibilità di un po' di relax, che fino ad ora lauree, spostamenti, conferenze, impegni mi hanno sottratto... 

Mi sento un po' come questa giornata, oggi... grigia, un po' malinconica, senza far nulla ma senza sentirmi vuota... d'altronde le domeniche mi fanno sempre sentire un po' così, ricordo di avere già scritto qualcosa a riguardo e non voglio ripetermi. Però oggi mi piace. Oggi mi sta bene addosso un po' di calma, un po' di vuoto, un po' di nostalgia, specie se accompagnati da Noa in sottofondo che mi canta Eye in the sky...

Ferma, di questo ho bisogno. Di stare ferma. E' come se avessi un Fast Forward e un Rewind premuti contemporaneamente addosso, ognuno nel suo settore... il tempo mi sta sfuggendo tra le dita, manca un mese a Natale, e nella mia testa ci sono progetti, esami, regali, incontri, scontri, riflessioni, immagini, tutto all'insegna del Tempo... tempo che scarseggia, tempo che manca a qualcosa, tempo dell'attesa, conti alla rovescia, tempo che è già passato... 



Una delle mie riflessioni più frequenti, al momento, riguarda come mi vedono gli altri. La causa è sempre la stessa, l'avere dato a volte immagini di me ambigue, che hanno prodotto effetti che non erano assolutamente nei miei intenti. Mi chiedo se siano gli altri a giudicarmi in modo erroneo, se semplicemente non mi conoscano, se abbiamo parametri di valutazione diversi per cui anche opinioni parecchio discordanti siano inevitabili, o se invece sia effettivamente io a sbagliare qualcosa, a dover modificare certi atteggiamenti... Di base, non mi importa molto delle opinioni altrui, o meglio, mi interessano quelle di alcuni soggetti selezionati, dopodichè le altre magari le ascolto, ma non condizionano il mio agire... certo,questo però finchè in quello che faccio non rischio di coinvolgere in modo indiretto anche altre persone... a quel punto, è lecito che io mi chieda cosa sia giusto e cosa no? e se quello che è giusto per me vada bene in tutti i contesti? Filosofeggiamenti spinti, stasera... 



Per il resto... un episodio di gelosia ha innervosito alcuni e personalmente fatto molto ridere la sottoscritta... capisco il nervoso di M, ma onestamente, non importandomi della persona, essendo la sua reazione un atteggiamento decisamente infantile e soprattutto immotivato, dato che da parte mia non ha il benchè minimo motivo di ingelosirsi... a quel punto, mi fa ridere. Perchè non mi perdo nulla, mentre qualcun altro si fa il sangue acido alle mie spalle... buon per lei... XD



Certe cose si aggiungono, certe cose si costruiscono, certe cose mi mancano. Sogni irritanti vengono a turbare il mio già scarso riposo, lo stress si accumula e il mio corpo ne risente, la paura ancora purtroppo non è del tutto debellata, i miei timori per la sopravvivenza continuano a non darmi la tregua che meriterei... ma pazienza. Anche qui, Tempo. Tempo perchè tutto vada via, tempo perchè le cose prendano la loro giusta piega. Come sempre ormai, Lascio che sia. 
Mi piace l'idea di vivere in una città con un fiume. La mia città natale è vicina al mare, e anche quello ha decisamente il suo significato, ma il fiume è tutta un'altra emozione.
Intanto, hai sempre la possibilità di passarci sopra, di attraversarlo o di costeggiarlo. Puoi seguirne il corso o andare nella direzione opposta, oppure passare da una parte all'altra. A prescindere dalle necessità logistiche quotidiane nel fare una cosa del genere, io lo trovo a suo modo profondamente simbolico, non vi pare?
Il fiume poi, come il mare, è soggetto all'azione degli agenti atmosferici. Il sole lo fa brillare, il tramonto lo fa sparire in una nube rossa, la calma piatta della sera, mista alle luci artificiali della città, lo fanno apparire finto, quasi una distesa di gelatina luccicante. La pioggia e il vento, poi, lo scuotono, lo agitano, lo tempestano.
Qualche giorno fa stavo attraversando il ponte diretta verso le mie lezioni del giorno. C'era un clima terribile, il mio ombrello non voleva saperne di concedermi il giusto riparo, il vento era tagliente e la pioggia non dava tregua... ecco, io in quel momento, guardando il fiume agitato, grigio e irrequieto, l'ho sentito come... un prolungamento di me. Era il riflesso di quello che mi si stava agitando dentro. Io ero l'Arno, in quel breve tratto di ponte di mezzo.
Un breve istante in cui mi sono sentita al mio posto nonostante tutta la mia agitazione, nonostante i miei tormenti e il mio grigiore, perchè non ero sola. Ecco un altro aspetto bello del fiume.
Anche adesso diluvia, più o meno come quel giorno. Stavolta, però, niente Arno a scorrermi dentro. Da casa, da dietro i vetri della mia finestra, sembra che la tempesta là fuori non possa scalfirmi... godo della calma di chi è al riparo... di solito, è la calma prima della tempesta. In questo caso, pare che sia durante. A me non resta che arrivare al dopo. Chissà se domani pioverà ancora?
Rosso.
Rosso fuoco, rosso rabbia, rosso passione, rosso sangue, rosso carne... rosso.
Bianco... bianco purezza, dolcezza, bianco di un'anima semplice, serena, bella.
Blu. Blu del profondo, dell'abisso, dell'inconoscibile, scuro come la notte ma luccicante di stelle, fondo come il mare ma con un relitto prezioso tra i flutti...
Arancione. Arancio vivo, determinato, diretto, un colore che ti va dritto agli occhi, che ti si mostra, che si mescola a fatica ad altri ma che non ignori.
Viola. Viola come somma di altri due, viola che unito al bianco si schiarisce nel delicato rosa, viola che a fianco all'arancio non si intona ma colpisce.


E una matita di quelle con la punta mista, di quelle che mescolano varie tonalità, quelle con cui si giocava da bambini. Una matita che queste tinte le contiene tutte.
Stop.

Finalmente un momento per me, e me soltanto. Non me ne vogliano amici, visitatori, coinquilini, giorni frenetici e ineguagliabili, ma non vedevo l'ora di avere quattro pareti che si chiudessero solo su di me. 

Quest'ultima settimana è stata un turbine di eventi e di emozioni.

Ho fatto cose che il senso comune definirebbe folli, che chi le ha subite giustamente biasima, che chi c'era in mezzo per forza di cose condivide, e che io non potevo in alcun modo evitare, non senza essere in primo luogo scorretta verso qualcosa che sentivo scorrere profonda e viscerale.

"Si dice che ad ogni rinuncia corrisponda una contropartita considerevole"... citazione polivalente, ma nessuna delle sue infinite valenze manca di senso. Ho affrontato una contropartita sui gradini di una chiesa che non era quella che doveva essere, in una città che non ha ospitato quello che ci si aspettava. Ho affrontato contropartite prima e dopo quel momento. Ma quel verso inglese di una canzone che per altro prima di questi giorni ho sempre detestato, in quanto sopravvalutata, continua a girarmi in mente. Non è vero che non c'era posta in gioco, la posta c'è sempre, e forse in questo caso era anche più alta di molti altri giochi... è vero che io non ho giocato per vincere, nè per perdere. Ho corso una staffetta alla cieca. Se vinco, se perdo, sarà il cronometro a deciderlo, saranno quelli a cui, bendata, passerò il testimone. 

"A candle that burns from both sides"... inizio a pensare che non fosse esattamente una candela, ma un esplosivo. 

"Porte che si chiudono, portoni che si aprono"... anche questa è una citazione polivalente. Vale, io penso, un po' per tutti noi.

Mi ricorda un po' l'ascensore di casa mia. E' un modello di quelli vecchi, con la doppia porta, interna ed esterna...se non sono entrambe ben chiuse, il congegno non si attiva. Sembra un po' quello che ho fatto io... voltando le spalle alla porta, ho cercato di andare su senza notare che le porte non erano ben chiuse. Si, ha funzionato... ma proprio perchè non era il modo corretto di avviarlo, giunta al piano non mi avrebbe mai lasciata uscire. Sono tornata indietro, ho chiuso le porte nel modo giusto... Ma a quel punto c'era troppo carico. Ho dovuto chiedere, a malincuore, che qualcuno restasse a terra. E pur sapendo che era la sola opportunità perchè il mio ascensore funzionasse, tornasse a salire, beh, è sempre...scortese dire che non c'è spazio.



Alle porte. Ad ogni direzione in cui possano chiudersi, e aprirsi, sulla vita di ognuno di noi. Sperando che ci guidino verso il posto che meritiamo, bello o brutto che sia. A che ognuno di noi trovi la chiave per aprire tutte quelle che ritiene di voler attraversare, possegga le chiavi giuste per sigillare quelle che non vuole più incrociare, e abbia qualcuno che al momento opportuno attraversi con lui i cancelli dorati del paradiso. 

Pentola troppo guardata non bolle mai... mi ero girata, e l'acqua ha cominciato a gorgogliare, a straripare dal suo recipiente. Un po' d'acqua è scolata sui fornelli. Un po' mi è caduta addosso, nel tentativo di toglierla dal fuoco. Mi sono scottata con i manici, come mia abitudine, pensando di essere invulnerabile al calore del metallo rovente. L'acqua bollente è scivolata via, resta da vedere cosa è rimasto in pentola.
In genere mi piace cucinare, mi piace come cucino. Ma gli ingredienti devono essere buoni, la cottura durare il tempo giusto, il sale nelle dosi esatte. Forse ho esagerato con le spezie... Affamata, comunque, ho mangiato di gusto. Me ne è avanzato un po'... non rimane che da conservarlo, certe cose sono buone anche un po' più in là, dopo la cottura. Certo non le minestre, è risaputo che la minestra riscaldata non è appetibile. Vedremo cosa è rimasto, se ha ancora un po' di sapore. Ci spero, sennò che mangio domani per pranzo?! ;)


κἁθαρσις... già. attraverso stiletti sottili e affilati, piantati nei punti giusti, o in quelli dove fa più male. attraverso vasi di pandora scoperchiati. attraverso una parola di cinque lettere (o sette, dipende).
Time after time, sempre.

Era da un po' di giorni che aspettavo di trovarmi di nuovo davanti a questa pagina, ma il tempo è tiranno e a meno di non avere un paio di cloni non avrei potuto trovare il tempo per fare tutto e anche questo...
Il mio weekend è iniziato venerdì mattina e finito oggi.
Venerdì mattina, difatti, visita di amici direttamente dalla terra sicula... inizia il tour de force! Recupero in stazione, colazione in giro, pranzo e cazzeggio casalingo tra video compromettenti -non è come sembra!- coccole, grattini, biscotti e partite a carte... la sera ci vede poi a spasso per le vie del centro, a brindare a suon di birra all'Orzo Bruno e a fare discorsi pseudofilosofeggianti, in massima parte per effetto dell'alcol... su cosa sia giusto e sbagliato in un rapporto, su dove finisca la libertà e dove inizi il rispetto, su convinzioni morali, sociali, religiose... il tutto animato da uno spirito donchisciottesco tanto ammirevole negli intenti quanto non necessario nei fatti: per certe cose basta parlare, basta fare chiarezza, basta che si sappia dove tracciare una linea.
Il sabato, dopo una sana dormita, il pomeriggio ci ha visti in giro sotto la torre e poi in gita turistica a Lucca by night... al rientro, mega panino e altra birra, e altra nottata consumata tra canti disney a squarciagola e cazziate reciproche... La domenica prevedeva una gita in quel di Firenze, ma il sonno ha preso il sopravvento, e così ce ne siamo pigramente rimasti tra le quattro mura di casa, ingannando il pomeriggio con una ricca partita di poker in cui io e M abbiamo dimostrato di nuovo la nostra sorellanza, e un culo equamente distribuito tra le nostre due parti... beh, ci ho pagato la cena x tutti perlomeno =) Serata cinematografica davanti a Tarantino, "Bastardi senza Gloria" -io l'avevo già visto, ma non mi è dispiaciuto tornarci... gran film- e conclusione serata in giro in una Pisa deserta... evento leggermente drammatico a fine serata, con M che in una sfida di corsa con L sbatte sul muro per fermarsi e si fa male al polso...ho avuto conferma poco fa che è rotto, accidenti... brutti cazzoni, stare attenti no?! Infine, spaghettata e biscotti alle tre del mattino, e rottura finale dello standard, tutti in camera mia insieme ad aspettare l'ora di dirci Arrivederci...
Weekend intenso, ricco. Di affetto, di discorsi, di incomprensioni o di comprensioni assolute, di risate, di cazzeggio, di foto... in attesa di Natale per ritrovarci.
It's weird, but it's good till we are both all right... I feel sure, I have no doubt.

Dopo nemmeno tre ore di sonno...ci si rimette in marcia. Bologna mi aspetta per festeggiare la laurea di un amico, ma intanto se ne approfitta per anticipare l'arrivo e godere di un po' di tempo tutto per noi... nonostante nessuno dei due fosse al massimo della forma -e non credere che non l'abbia apprezzato...anche se non voglio che ti distrugga!- il pomeriggio è stato fruttuoso... meno a rischio di arresto del solito, ma diversamente intenso... tra confidenze sbucate casualmente davanti a una tisana color puffo, un salto in una facoltà ancora mia anche se non più mia, e...qualcosa che non si sa come, perchè, da dove, ma è saltato fuori...e d'altronde premeva per uscire da un po', per cui ha spintonato la porta e ha fatto saltare a gambe all'aria tutti quei cattivi che gli bloccavano il passaggio...
Really, I know, but I don't care.
Just like a Lybra, you just have to see which side is carrying the biggest weight... in this case, a weight of happiness, a weight of shivers running along my shoulders, a weight of emotions, a weight of Love. There's just so much on this pan that the other one is almost invisible, or at least so light that cannot compete... no time, distance, weirdness is going to make the pan fill enough. Yes, I know that just adding or removing something from each side can change what's going on the lybra. But I'm not going to worry about it prematurely.

Bologna, poi... è sempre un pezzo di me. E' un pezzo di casa, un pezzo di vita, un pezzo di cuore. Penso non smetterò mai di sentirla mia, di sentirmi al mio posto quando cammino tra le sue vie sempre familiari, anche se cambiano le vetrine, anche se qualcosa chiude e qualcosa riapre...
Lunedì sera, preparativi per la laurea del martedì... un mucchio di persone unite per festeggiare N, giunto alla fine del suo percorso. Circondato da gente dalla più svariata provenienza e dai più svariati legami nei suoi confronti, mi ha regalato di assistere ad una delle lauree più divertenti, ma nel contempo più commoventi a cui sia mai stata... non parlerà magari molto spesso di cosa prova, ma quelle tre pagine, quelle sue parole delle sera, e poco importa se fosse già quasi ubriaco, hanno mostrato il pieno e il bello della sua persona... se già pur non essendo strettissimi lo stimavo, adesso lo apprezzo ancora di più... e auguro il meglio a lui e alla preziosa consorte che ha al fianco...
That's when you say "it's not like it seems". Under a funny face, a big heart.

Quanto a me... sono ancora schiava di cose che non comprendo appieno, che controllo solo parzialmente, di cui mi riesce difficile calcolare l'entità. E non lo sopporto, perchè mi sento come in quel detto 'tra il dire e il fare...'. Perchè sembra quasi che certe cose arrivino apposta a dimostrarmi che oltre un certo punto non posso andare, che non ho il pieno libero arbitrio sulla mia vita. E per una come me è insopportabile.
I just want to smile without shadows in my eyes... I just want to look at me without finding something wrong... I just want to feel free, to feel strong, to feel safe...

Oggi, finalmente, rientrata a casa, e si spera nei ranghi. Dopo una breve ma intensa colazione, dopo altri minuti rubati al tempo tiranno e chiusi tra parentesi con un sorriso, nonostante stanchezza, malesseri, cattivi pensieri, un treno mi ha riportato a casa... Oggi, fino alle nove, tempo per me, per un po' di riposo e in attesa di rimettermi in pista. Mi sento persa, troppe cose, troppa fretta, troppo di corsa... ho bisogno di ordine. E poi posso correre di nuovo.
Run, Anny... Yes, I run, but I want to stop in the right stations. Like an old song says, "I don't want to miss a thing"... in truth that she learned, in times that she cried, in bridges she built... daylights, sunsets,midnights, cups of coffee.

[...l'inglese sarà sicuramente pessimo....perdonatemi...!!!]