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Ma...
se l'amore fosse una malattia
sarei ipocondriaca anche per questo?
Ieri giornata dagli occhi a stelletta.
In primo luogo in facoltà... lezione della Ilide che se per molti poteva sembrare noiosissima, per me è stata
qualcosa per cui pendere dalle sue labbra. Oggetto? La trafila di un libro e del suo andare in stampa, e il
ruolo del traduttore all'interno di questa enorme macchina che è l'editoria.
Mi ridurrò a una cacciatrice di inediti malpagata e con le borse sotto gli occhi per le notti passate tra pc e
vocabolari? si, e non aspetto altro. Davvero mi sentivo nel mio in queste 4 ore da cui sono uscita stremata
ma con seimila castelli in aria... Curiosità, entusiasmo, aspettativa e un pizzico di timore reverenziale, ma
onestamente pur con tutti i lati negativi della cosa non mi sono sentita scoraggiata o demotivata dalla
discussione, anzi... non vedo l'ora di trovarmici in mezzo, e probabilmente mi informerò presto per buttarmi
nella mischia...
Altre stellette? si, ma di quelle da film. Organizziamo per uscire... "V, vieni?" "Eh, non lo so... è arrivato F
ieri a mezzanotte... sabato avevamo litigato e non aveva voluto aspettare fino al weekend per vederci". ...cosa
c'è da fare gli occhi a stelletta? a parte che è un bel gesto comunque... ma l'arrivo in questione è da
Valencia...! Al nostro tavolo ispanista siamo rimaste tutte estasiate... è quel tipo di cose che pensi di vedere
solo nei film... il ragazzo che ti bussa sotto casa a mezzanotte con i fiori in mano... *_*
Lo so, sono sciocchezze. Non sono queste le cose su cui si misura l'amore. Però cavolo... fanno il loro porco
effetto, ti sciolgono ogni dubbio! Ricordo che c'era chi mi diceva che il suo sogno romantico di questo genere
era avere qualcuna che lo aspettasse davanti a casa sotto una pioggia battente... Questa è una di quelle cose
che farei senza indugio. Prendere un aereo forse no, o meglio, lo avrei fatto una volta, ma non è successo e so
che probabilmente non avrebbe minimamente sortito l'effetto sperato, quindi bene così...
Riflessioni fini a sè stesse sicuramente, ma insomma oggi avevo gli occhi brilluccicosi...
Alle volte ci si aspetta così tanto, dagli altri. Alle volte si vorrebbe che ci leggessero nel pensiero. Alle volte si
pretende troppo, sicuramente. Ma alle volte... alle volte si vorrebbe qualcosa che sembra tanto normale
quanto impossibile, tanto insignificante quanto indispensabile.
In bilico, sul filo di un rasoio. Perchè quello che si fa non è quello che gli altri vorrebbero ricevere, e quello
che si riceve non è mai quello che si desidera. Incontentabili. Ma accontentarsi, in queste cose, vale?
"Non senti che, tremo mentre canto... è il segno di un'estate che vorrei potesse non finire mai..." Estate, un
periodo in cui il sole splende e tutto scalda. E nessuno la scambierebbe mai per una luce tiepida e indecisa.
Ma se l'inverno sta arrivando, prendi una coperta o migri a sud?

Oggi è un anno. Un anno da dottoressa.  Un anno in cui sono cambiate millemila cose. E ancora altrettante
saranno da vedere...
Auguri a me.
Oggi è ancora un altro anniversario. L'anniversario di un ricordo. Di un ricordo superato, di un momento difficile, dell'inizio della fine di un inizio. E siamo ancora qui.

It comes a time.
It comes a time, when you feel sick and tired of counting for nothing.
It comes a time, when you do something you've never expected to, and even if you don't feel proud of it, you know you couldn't have done something different.
It comes a time, when you feel like being on a knife edge.
It comes a time, when you wait and hope. But not only, and not forever.

That time has come. so?



Un mese lontana da questi schermi, e quante cose...
Sento il tempo scorrere tra le mie dita come sabbia che non riesco ad afferrare. Siamo a metà marzo, e non so come ci sono arrivata, e non sono qui soddisfatta. Ma fiduciosa, perchè piccoli segni mi fanno ben sperare in soddisfazioni future. E poi si sa, io sono una da bella stagione.
Persone che mi mancano, persone che mi dispiace siano lontane, poco importa se si parla di lontananza fisica o emotiva, o entrambe.
So che certe distanze si possono colmare, e anche se non le colmerò con un volo intercontinentale, le riempiono parole, pensieri, vicinanza emotiva... non pensavo mi mancasse così.

Come direbbero i russi.... Che fare?
bella domanda. Una vaga idea di risposta ce l'ho. ma vaga, molto vaga.
Staremo a vedere.
com'era? la ruota gira. e ordisce come vuole.
But I want to be a ta'veren of my own Pattern.
Quando passi 5 ore della tua vita a cliccare a ripetizione su Aggiorna nella pagina web dei risultati di un esame, solo per la curiosità di saperli e la voglia di sfatare un sogno della notte precedente... ma in fondo il vero motivo è che vuoi qualcosa che ti faccia sentire soddisfatta di te e ti strappi un sorriso (e se è meno che nel sogno sono cazzi)
Quando ricevi dei messaggi che se non ci fosse scritto il mittente penseresti che te li abbia mandati un idraulico particolarmente socievole che ti ha aggiustato il rubinetto il giorno prima
Quando non metti il naso fuori casa da giorni, esclusa una più che dignitosa prestazione al bowling di una sera, e non conti di mettercelo fino al momento dell'esame, ma non perchè tu stia studiando poi così tanto, in fondo
Quando le persone che ti stanno più vicine sono quelle che ti aspetteresti di meno
Quando ti rigirano nella testa sempre le stesse due parole, ma non riesci a dirle
Quando vorresti poter leggere nel pensiero... ma ancor di più vorresti smettere di pensare e sparire per un paio di settimane su un'isola caraibica, da sola, senza nulla di più preoccupante in mente che di dover mettere la protezione solare perchè altrimenti diventi un gambero
Quando forse è il caso di smettere di cliccare su Aggiorna.
7 febbraio 2007... una stella dal cuore rosso compie ora tre anni. Sembra ieri e al contempo un secolo fa, che un divano arancione in una casa Viola hanno ospitato quell'oggetto,e tutto quello che vi ha fatto seguito.
Una stella. Bizzarro come questo simbolo mi sia sempre stato associato. Da quella stella al venire chiamata Stellina da mio papà, da bimba...ma non soltanto. Dall'averla come sigla a ogni mia firma, come logo a segnare il mio passaggio.
Stella. Sinonimo di fortuna, di successo. Ma la stella può essere anche cattiva, a volte. Mi chiedo di che natura sia quella che mi accompagna...

Anche il sole è una stella. E ricordo un bagno di sole in una mattina di fine autunno, un sole che ho visto sorgere e che mi ha illuminata a un nuovo giorno. Sensazioni splendenti quella mattina. Che ultimamente non riesco a rivivere. Sarà che ho scelto una città piovosa, ma ultimamente sono pochi i raggi che mi toccano.
Aspettando la primavera...

I think it's my fault. But not only mine.
La colpa è mia, se lascio che una stupidaggine mi faccia tremare e piangere. La colpa è mia, se un continente non è uno spazio sufficiente per entrambe (e non sia mai che si tratti di una nazione, o addirittura di una regione...men che meno una città). La colpa è mia, se non riesco a non leggere malizia e lascivia in parole banali (o forse questa non è tutta colpa mia?).
Ma... è solo colpa mia se mi sento così poco salda nel mio ruolo da non reggere il confronto, da non reggere la sua sola presenza, da patire un complesso di inferiorità mai conosciuto?
Colpa mia, e del mio essere distorto, il volere essere il meglio, il massimo, magari non per tutti ma per Qualcuno si. Ma è solo colpa mia se non mi sento più il massimo? A me fa senso perchè non ero così. E tre mesi fa, anche, non avrei reagito così, lo so. Sono io troppo fragile o sono sensibile a qualcosa che manca?
Chi sa rispondere è pregato di contattare al 340-...

E intanto?
Intanto lo stress si fa sentire, e la mia corsa continua. E come al solito, voglio correre sempre in maglia rosa. E anche una semplice goccia di sudore di troppo mi manda in crisi. Davvero vorrei che non ce ne fosse nemmeno una, vorrei non avere sete, vorrei che non mi cedessero le gambe per la stanchezza. Ma non sono un robot, ho un corpo vivo e devo prendere il meglio anzichè pensare al peggio. Bella roba...

Odio gennaio, e odio un po' anche febbraio. Mesi freddi, vuoti, pesanti. Tanto stress e poco relief... in preparazione a un semestre impegnativo, ma spero ricco.
So di essere al meglio quando sono vitale, impegnata, soddisfatta. Spero che arrivi. Voglio superare l'era glaciale e smettere di essere un fossile, voglio essere...raggiante.
L'onnipresente facebook quest'anno ci propone una simpatica applicazione che fa una selezione random di tutti gli status postati nell'anno 2009. C'è già qui chi li ha incollati tutti, accompagnati dai versi di una appropriata canzone, quindi non copierò l'idea, pur avendo salvato l'elenco dei miei stati a imperitura memoria.
Quello che farò sarà usarli come spunto per un riepilogo dell'anno passato... un anno intenso, difficile, pieno di picchi e di strapiombi.

Gennaio.
Gennaio è iniziato con una nevicata clamorosa in tutto il nord che ha rischiato di ostacolare la mia carriera universitaria, ritardando ora dopo ora l'aereo che doveva condurmi a Bologna per il mio ultimo, sofferto, maledetto esame. L'ultimo esame è stato seguito da una settimana di febbre, giusto per non godermi il meritato riposo, da un rientro a casa temporaneo prima di risalire per le ultime fatiche...

Febbraio
Febbraio mi ha vista finalmente vergare la parola fine alla mia triennale, con il diciotto più bello della mia vita, una tesi consegnata al volo e finalmente un sospiro di sollievo... Mi ha vista volare verso il mio secondo San Valentino sardo, festeggiato con un mazzo di tulipani gialli e, in posticipo, con un concerto del poeta Guccini... Mi ha vista aprire le portiere di una macchinina rossa, regalo gigantesco e inaspettato...

Marzo.
Se dici marzo, dici laurea. Non c'è altro da commentare.
Il 24 marzo 2009, una corona d'alloro si è poggiata sulla mia testa, accompagnando un voto palindromo come il mio nome. Il 24 marzo, alcune tra le persone a me più care al mondo si sono riunite in una stanza per festeggiare il mio traguardo, in una atmosfera di amore come poche volte ho sentito. Il 24 marzo mi sono trovata seduta per terra nei portici di piazza maggiore, con un papiro appeso di fronte, un vestito da iPhone addosso e una bottiglia di Garzellino svuotata per tre quarti in mano. Il 24 marzo mi sono trovata di nuovo con una corona d'alloro addosso...e tanto basta.
Si, marzo ha avuto solo un giorno, il 24. "Dottore, dottore, dottore del buco del cul, vaffancul, vaffanculllll"

Aprile
Aprile è stato un mese di transizione. I festeggiamenti laureosi sono proseguiti nelle lande sicule con tutta la famiglia, le vacanze di Pasqua sono passate quasi in sordina, alla luce di una complicità che sembrava ritrovata, e di una calma che purtroppo ha avuto vita breve.

Maggio
Maggio è stato il mese più complicato.
Cominciato nell'idillio di un regalo di laurea da consumare, di cinque giorni nella Barcellona spagnola, a godere di un po' di estate anticipata, a sbalordirci davanti alle case di Gaudì e a rilassarci tra la Spagna in miniatura del Poble, a vagare insoddisfatti tra i costosissimi negozi Desigual... e proseguito tra attriti e fraintendimenti culminati nella crisi più imprevista che mi sarei mai aspettata di dover fronteggiare: due frasi virtuali e un monologo telefonico di mezz'ora a porre fine a una relazione durata due anni.

Giugno
Giugno ha visto il fondo e la risalita. Ogni attesa, ogni lacrima, ogni speranza di recupero o anche soltanto di spiegazioni si è infranta davanti a una frase laconica, che al tempo stesso è però stata la prima molla per la rinascita. Una settimana tra amici a Pisa e Bologna ha contribuito a darmi un assaggio della mia vita futura, il rientro mi ha visto riprendere le redini di quel che avevo lasciato, e anche questo mese il 24 è stato un giorno significativo: il primo segno di un contrappasso, in qualche modo.

Luglio
Luglio è sempre per me l'estate per eccellenza... questo luglio mi ha vista avvicinarmi a persone che non erano mai state molto presenti nella mia vita, ma che sono state la salvezza di questi mesi; mi ha vista coronare un piccolo sfizio, qualcosa che adesso posso archiviare come un bel ricordo; mi ha vista fare nottate nonostante l'insonnia e le mille scomode reazioni del mio corpo; ha visto una presenza infilarsi in sordina nelle mie giornate.

Agosto
Agosto quest'anno è stato di nuovo Lecce... una settimana intensa, ricca di concerti, di cazzate alla luce di un rapporto tra i più preziosi che io possegga, di confidenze e di serenità trasmessa reciprocamente... quella settimana è stata la vera vacanza, storpiata solo da un evento drammatico di cui credo non capiremo mai la vera entità, il vero significato. Questa vacanza ha contribuito a un avvicinamento, a mille domande che trovavano risposta, a mille curiosità suscitate e sedate, che al rientro continuavano ad alimentarne altre... L'attesa, la voglia di conoscere di più, meglio.
Il post ferragosto ha visto entrare nelle mie serate della Gentaglia che ha illuminato le ultime sere d'estate, tra discoteche improvvisate su un lungomare deserto e albe da attendere nel cortile di casa mia...

Settembre
Settembre è stato un mese di cambiamento. Dopo un favoloso after con la gentaglia appena citata, sono partita alla volta della nuova avventura universitaria, ma non solo. Sono partita in compagnia di una amica vecchia e nuova al tempo stesso, che ogni giorno assume più importanza. Sono partita con un countdown in corso, che solo sei giorni dopo ha trovato compimento. Raggiante, sono stata definita in proposito, e non posso che confermare.
Settembre è stato il mese del mio ventitreesimo compleanno, festeggiato in una notte sul prato di piazza dei miracoli, e in una giornata circondata da un mucchio di persone presenti lì, solo per me.

Ottobre
Ottobre è stato un mese complesso, a sua volta. Un mese che non avrei mai messo in conto. Un mese di treni su e giù dall'emilia, un mese di saluti, un mese di gente in visita e di stranezze standard, un mese di incontri imprevisti.
Un mese che ha cambiato tutto, un mese che ha ribaltato quello che avevo costruito fino a quel momento, senza che potessi impedirlo. E non potevo perchè forse in fondo non volevo impedirlo.

Novembre
Novembre è stato duro a sua volta. Ha comportato scelte, mi ha fatta vivere tra i dubbi di cosa potessi aspettarmi da chi mi stava intorno. Ho imparato a mie spese a non fidarmi di chi mi è vicino, e nonostante tuttora io riesca a dare molto di me, quello che ho sentito in questo periodo mi fa adesso dire "ma davvero mi posso fidare?" ogni volta che apro bocca. E per un'anima candida come me, è uno strazio.
Novembre è stato un mese faticoso, ma felice. Mi ha vista in gita scolastica in quel della Crusca, mi ha vista arrancare x seguire le lezioni, mi ha vista alla laurea di una persona cara, mi ha vista su e giù da un treno a riprendermi qualcosa, mi ha vista stressata, ma piena.

Dicembre
Dicembre sta per finire. Dopo due esami, dopo tensioni, dopo discorsi difficili, e una ritrovata serenità. Dicembre mi ha regalato un chiarimento ma non un recupero, perchè per ora non lo voglio, e mi ha regalato un ritorno che mi riempie di gioia.
Mi ha regalato il rivedere da Amico una persona che non sembra nemmeno essere stata con me tanti anni fa, perchè adesso è troppo mio amico per essere un ex, e mi ha regalato vedere sotto lo stesso tetto due persone che per me sono state e sono fondamentali, e vederle stare bene tra loro anche.
Dicembre mi ha regalato una nuova armonia, da cui spero di poter imparare qualcosa.

Non ho ancora tutto quello che voglio. Vorrei un equilibrio che ancora arranco per inseguire, e che non trovo. Ma è il mio desiderio per l'anno nuovo, e spero che io, grazie anche a chi mi sta a fianco, possa ottenerlo.
Il 2009 è stato un anno pieno. Pieno di successi e di crisi, di novità e di ritorni, d'amore e di ferite.
E d'altronde, non è altro che vita.
Tanti pensieri, in questi giorni forzatamente fermi e poco produttivi.
Uno, immediato, appena giunto.
Mi chiedo come, quando sono diventata, per certi versi, l'esatto opposto di quel che ero, di quel che professavo di essere, di quel che andavo fiera di essere. Tanto quanto prima certe cose non mi toccavano, o se anche mi toccavano riuscivo a non darlo a vedere, a razionalizzarlo per conto mio, adesso basta un istante perchè mi facciano diventare verde di bile, o talvolta di invidia, e rossa di rabbia, nei casi peggiori, tanto da rendermi gialla e acida come uno yogurt andato a male... e spesso e volentieri senza spiegare il perchè se non a me stessa, e senza potermi sfogare come vorrei, per non sentirmi rimproverare per qualcosa che so già essere una colpa, perlomeno una debolezza. Che abbia sempre mentito a me stessa credendomi più forte di ciò che sono? Che riversi sugli altri quello di cui vorrei ogni tanto essere benevola causa?

"Bisogna non esserci sempre per essere indispensabili"... frase pubblicata tempo addietro sul wall di un amico. La condivido in parte. Essere volutamente sfuggenti, non essere reperibili, negarsi...queste le trovo vigliaccate. Ma l'errore peggiore, un errore tremendamente facile da fare, è dare, e farsi dare, per scontati. E quindi non sparire, ma nemmeno precipitarsi, semplicemente far sentire con tanta delicatezza la propria presenza, da far pesare come un leggero vuoto la propria assenza... come quando è tutto a posto, ma senti, non lo so, un ciuffo di capelli dal lato sbagliato della testa, il laccio delle scarpe un po' più stretto del dovuto, insomma quel minuscolo dettaglio che sai che non è a posto, e che una volta sistemato ti fa proseguire la tua strada con un sorriso. Ecco, questa è un'arte che vorrei imparare. Perchè io sono la donna degli eccessi, io voglio, e regalo, il tutto o il niente... Col tutto alle volte rischio di soffocare, col niente rischio di mostrarmi acida e scostante anche con chi ha più bisogno, anche con chi vorrei invece colmare di attenzioni.

Una decina di giorni mi separano dal mio ritorno a casa... mi attendono vacanze di natale che spero piacevoli, mi attendono persone e cose da riordinare, mi attende un periodo che ormai da... cinque anni a questa parte si è sempre dimostrato significativo, in un modo o nell'altro, e sono curiosa di vedere in che modo lo sarà stavolta. E' inevitabile che il bilancio 2009 si avvicini. E' ancora presto, lo so... ma intanto pensavo, pensavo... e pensavo che la maggior parte degli avvenimenti si possano siglare con la parola Errore. Errori miei, o altrui, un po' di tutti, perchè tutti facciamo degli errori. C'è chi ha sbagliato nell'avere troppa fretta di giudicare. Chi ha sbagliato nel tenere per sè troppo a lungo cose che invece andavano sputate fuori, perchè dal gusto pessimo. Chi ha sbagliato per troppa sicurezza di sè, senza capire che la sicurezza non dipendeva solo da sè, ma da chi gli stava vicino. Chi ha sbagliato per ingenuità, chi si è fidato troppo e nei momenti sbagliati, delle persone sbagliate. Chi ha peccato di doppiogiochismo, pensando che non se ne sarebbe mai accorto nessuno, e invece le carte nelle maniche ci stanno scomode, e prima o poi escono. Chi ha sbagliato per troppo orgoglio, chi se l'è lasciato calpestare, chi si è messo nelle mani sbagliate.
Io? Io forse ne ho fatto almeno uno per tipo, di errore. Ma dagli errori si impara, spero. Non posso dire se ho già imparato qualcosa, so però che ho già fatto certe cose non dico per rimediare, ma per arginare la possibilità di ripetermi in futuro, perchè perseverare è diabolico... ma perdonare è divino, quindi chissà cosa mi riserveranno i prossimi mesi.

Non ho ancora, ebbene si, proprio io... non ho ancora comprato i regali di natale. Ho una bella lista che campeggia in mezzo a un bloc notes, ma la febbre, lo studio, altri impegni mi hanno impedito di abbandonarmi all'atmosfera natalizia... spero di colmare questa mia mancanza quanto prima, ma intanto, già che ci sono, un po' di regali virtuali... li faccio con un po' di anticipo, perchè alcuni devono arrivare lontano, e sapete come funzionano le poste, in periodo di festa...

A T, la capacità di seguire una linea per sè, e non per essere quello che ci si aspetta, il dono di mostrare quel che ha di buono, se c'è ancora, invece di farlo seppellire dalle macerie del materialismo e della superficialità
A T, la forza per affrontare la sua nuova avventura, un po' di soldini che male non fanno (hai giocato al winforlife?^^), delle braccia spalancate per accogliere ogni suo ritorno, e la certezza di un cuore caldo che è vicino anche da lontano.
A D, un po' di fortuna nelle questioni di cuore, qualcuno che si accorga del suo valore, che sappia andare un po' più in là della superficie e proseguire un po' al suo fianco.
A B, un sonnifero potente a base di equilibrio e serenità, un cielo stellato a fargli da custode.
A M, nulla che non abbia già, qui il regalo me lo faccio da sola, offrendo un sorriso per affrontare ogni giornata, l'ottimismo per andare avanti e la lucidità per affrontare le cose difficili.
A S, le parole chiave della mia estate: "priorità, e tempistica".
A L, una corazza contro le delusioni... meglio prevenire che curare.
A L, un po' di stabilità, e qualcuno che riesca a stargli dietro, visto che so per esperienza quanto sia difficile.

...ci sono persone a cui non so che regalare, e altri regali che non voglio fare, perchè non sarebbero graditi... ma in questa prima parte di "atmosfera natalizia", buona attesa della festa più festosa dell'anno.
E non chiedetemi perchè amo il natale, io che odio le feste comandate in cui bisogna divertirsi per forza... non lo so, ma è così. Mi sento bene, a pensare al natale. =)
"Ah, sospirava, se ci fosse un cacciavite per togliere le idee sbagliate e un martello per fissare le buone intenzioni, una chiave inglese per stringere per sempre l'amore e una sega per tagliare col passato! Ma questa attrezzeria non ce l'hanno data e, dopo aver tentennato e scricchiolato, prima o poi ci romperemo."

                                        S.Benni
Sto ancora combattendo le mie battaglie. Sto ancora fronteggiando nemici scomodi. Affogo ancora per respirare, imparo a sanguinare, fiduciosa che certe ferite si rimarginino. Ho degli alleati che voglio al mio fianco con la spada sguainata, che talvolta lancio all'avanguardia, quasi tenendomi nelle retrovie, e ho degli alleati che invece ogni volta mi riprometto di congedare, di non convocare alle armi. Ho un solo nemico, e non ho ancora capito la strategia vincente per schiacciarlo una volta per tutte, e costringerlo alla resa. La storia dimostra che le guerre lampo non funzionano (potete smentirmi?), ma qui la guerra di logoramento va avanti da troppo... avrei bisogno di una spia che mi riveli il trucco per affondare il colpo decisivo, ma temo di doverlo scoprire da sola.

Credete nei sogni? O meglio... quanto di noi credete che esprimano? sono paure, sono cose che non ammettiamo da svegli, sono cose che sappiamo ma che rimangono latenti... cosa? Un sogno mi ha turbata, stanotte. Un dettaglio tanto piccolo quanto perturbante, ad alimentare pensieri già cupi. Vedremo se sarò io a vincere, se sarà il sogno, o se ci scopriremo a combattere sullo stesso fronte. L'importante è sempre quello che mi sono ripromessa: non mentirmi.
...E sarò davvero una fenice, prima o poi.
E non ho voglia.
E sono stanca, terribilmente stanca.
E il tempo è sempre troppo poco, e le cose da fare troppe.
E vorrei fare tutto e mi sembra di non riuscire a fare niente.
E mi sembra di non godermi quello che di buono c'è.
E mi dà fastidio stare male, e mi dà fastidio agitarmi, e non sopporto di non sentirmi padrona.
E vorrei cancellare quello che mi fa soffrire.

E vorrei qualcos'altro che forse ancora non so.
Ognuno di noi è colmo di pregi e difetti... i pregi a volte non si notano e a volte si esaltano pure troppo, e i difetti uguale, alcuni si acuiscono e si considerano più vincolanti di quanto non siano in realtà, altri non si notano nemmeno, finchè qualcuno stufo di sopportarli non ce li sbatte in faccia.
Di me... in linea di massima non so dire quali siano gli uni e gli altri; tendo talvolta a sminurmi, talvolta a colpevolizzarmi troppo, e a volte invece a esaltarmi o ad assolvermi troppo in fretta... Di tutti i miei pregi e difetti, siete pur invitati a fare l'elenco, se volete, ma se sto parlando di questo argomento è perchè me ne viene in mente uno che forse, se pure agli altri potrà sembrare quasi innocuo, per me è lacerante... un ENORME bug nel mio carattere è la necessità impellente di piacere. Ho bisogno di sentirmi apprezzata, di sentire valorizzare quel che faccio, di sentirmi benvoluta, di primeggiare nei cuori di chi mi sta a cuore (bisticcio di parole assolutamente voluto, per chi avesse da criticare il mio italiano)...
Direte che è naturale, in realtà a suo modo è una tortura... non mi condiziona al punto di voler essere qualcosa di diverso da me, pur di piacere, questo no: troppa superbia mi appartiene, per  pensare di modificarmi radicalmente in funzione di qualcun altro... però soffro quando non sono al primo posto nell'affetto di chi mi è vicino, soffro nel non vedermi preferire, soffro quando qualcuno mi si allontana, soffro quando qualcuno che stimo non ricambia la mia stima, quando qualcuno che mi manca non sente la mia mancanza (o se la sente, non parla...) ...è lacerante, a suo modo, un modo leggero ma insistente.
Certo, questa stessa cosa mi ha anche portato ad aprirmi a mille cose diverse...voler piacere al mondo mi ha anche spinta a interessarmi a mille mondi diversi, a incuriosirmi verso cose che non facevano parte del mio ambiente, a conoscere settori che molte altre fanciulle interessate solo a trucco&parrucco nemmeno immaginano... Come mi disse P: "sei affascinante perchè sei interessata e interessante"... non so se sia vero che sono affascinante e interessante, so che è vero che sono interessata, che la curiosità, l'ascolto, la comprensione che offro non sono fittizie, non sono solo pose... e in effetti mi sono più volte accorta di piacere proprio per questo...
Che mi piaccia piacere, è una schiavitù. Mi capita in ogni piccola cosa, solo io so quanto gongolo quando mi si dice che ho fatto qualcosa bene, quando catturo l'attenzione di qualcuno, quando faccio un intervento corretto o interessante in facoltà...
Maledizione a me, questa è la mia stupida, stupida vanità.
Finalmente ritrovo il tempo per me e per queste pagine... ne sono stata lontana troppo a lungo, ma sono stata troppo impegnata, troppo carica emotivamente e fisicamente per trovare la pace necessaria a scrivere...

Lo faccio adesso, un pomeriggio di una domenica un po' uggiosa, passata da sola in casa e finalmente con la possibilità di un po' di relax, che fino ad ora lauree, spostamenti, conferenze, impegni mi hanno sottratto... 

Mi sento un po' come questa giornata, oggi... grigia, un po' malinconica, senza far nulla ma senza sentirmi vuota... d'altronde le domeniche mi fanno sempre sentire un po' così, ricordo di avere già scritto qualcosa a riguardo e non voglio ripetermi. Però oggi mi piace. Oggi mi sta bene addosso un po' di calma, un po' di vuoto, un po' di nostalgia, specie se accompagnati da Noa in sottofondo che mi canta Eye in the sky...

Ferma, di questo ho bisogno. Di stare ferma. E' come se avessi un Fast Forward e un Rewind premuti contemporaneamente addosso, ognuno nel suo settore... il tempo mi sta sfuggendo tra le dita, manca un mese a Natale, e nella mia testa ci sono progetti, esami, regali, incontri, scontri, riflessioni, immagini, tutto all'insegna del Tempo... tempo che scarseggia, tempo che manca a qualcosa, tempo dell'attesa, conti alla rovescia, tempo che è già passato... 



Una delle mie riflessioni più frequenti, al momento, riguarda come mi vedono gli altri. La causa è sempre la stessa, l'avere dato a volte immagini di me ambigue, che hanno prodotto effetti che non erano assolutamente nei miei intenti. Mi chiedo se siano gli altri a giudicarmi in modo erroneo, se semplicemente non mi conoscano, se abbiamo parametri di valutazione diversi per cui anche opinioni parecchio discordanti siano inevitabili, o se invece sia effettivamente io a sbagliare qualcosa, a dover modificare certi atteggiamenti... Di base, non mi importa molto delle opinioni altrui, o meglio, mi interessano quelle di alcuni soggetti selezionati, dopodichè le altre magari le ascolto, ma non condizionano il mio agire... certo,questo però finchè in quello che faccio non rischio di coinvolgere in modo indiretto anche altre persone... a quel punto, è lecito che io mi chieda cosa sia giusto e cosa no? e se quello che è giusto per me vada bene in tutti i contesti? Filosofeggiamenti spinti, stasera... 



Per il resto... un episodio di gelosia ha innervosito alcuni e personalmente fatto molto ridere la sottoscritta... capisco il nervoso di M, ma onestamente, non importandomi della persona, essendo la sua reazione un atteggiamento decisamente infantile e soprattutto immotivato, dato che da parte mia non ha il benchè minimo motivo di ingelosirsi... a quel punto, mi fa ridere. Perchè non mi perdo nulla, mentre qualcun altro si fa il sangue acido alle mie spalle... buon per lei... XD



Certe cose si aggiungono, certe cose si costruiscono, certe cose mi mancano. Sogni irritanti vengono a turbare il mio già scarso riposo, lo stress si accumula e il mio corpo ne risente, la paura ancora purtroppo non è del tutto debellata, i miei timori per la sopravvivenza continuano a non darmi la tregua che meriterei... ma pazienza. Anche qui, Tempo. Tempo perchè tutto vada via, tempo perchè le cose prendano la loro giusta piega. Come sempre ormai, Lascio che sia. 
Mi piace l'idea di vivere in una città con un fiume. La mia città natale è vicina al mare, e anche quello ha decisamente il suo significato, ma il fiume è tutta un'altra emozione.
Intanto, hai sempre la possibilità di passarci sopra, di attraversarlo o di costeggiarlo. Puoi seguirne il corso o andare nella direzione opposta, oppure passare da una parte all'altra. A prescindere dalle necessità logistiche quotidiane nel fare una cosa del genere, io lo trovo a suo modo profondamente simbolico, non vi pare?
Il fiume poi, come il mare, è soggetto all'azione degli agenti atmosferici. Il sole lo fa brillare, il tramonto lo fa sparire in una nube rossa, la calma piatta della sera, mista alle luci artificiali della città, lo fanno apparire finto, quasi una distesa di gelatina luccicante. La pioggia e il vento, poi, lo scuotono, lo agitano, lo tempestano.
Qualche giorno fa stavo attraversando il ponte diretta verso le mie lezioni del giorno. C'era un clima terribile, il mio ombrello non voleva saperne di concedermi il giusto riparo, il vento era tagliente e la pioggia non dava tregua... ecco, io in quel momento, guardando il fiume agitato, grigio e irrequieto, l'ho sentito come... un prolungamento di me. Era il riflesso di quello che mi si stava agitando dentro. Io ero l'Arno, in quel breve tratto di ponte di mezzo.
Un breve istante in cui mi sono sentita al mio posto nonostante tutta la mia agitazione, nonostante i miei tormenti e il mio grigiore, perchè non ero sola. Ecco un altro aspetto bello del fiume.
Anche adesso diluvia, più o meno come quel giorno. Stavolta, però, niente Arno a scorrermi dentro. Da casa, da dietro i vetri della mia finestra, sembra che la tempesta là fuori non possa scalfirmi... godo della calma di chi è al riparo... di solito, è la calma prima della tempesta. In questo caso, pare che sia durante. A me non resta che arrivare al dopo. Chissà se domani pioverà ancora?
Rosso.
Rosso fuoco, rosso rabbia, rosso passione, rosso sangue, rosso carne... rosso.
Bianco... bianco purezza, dolcezza, bianco di un'anima semplice, serena, bella.
Blu. Blu del profondo, dell'abisso, dell'inconoscibile, scuro come la notte ma luccicante di stelle, fondo come il mare ma con un relitto prezioso tra i flutti...
Arancione. Arancio vivo, determinato, diretto, un colore che ti va dritto agli occhi, che ti si mostra, che si mescola a fatica ad altri ma che non ignori.
Viola. Viola come somma di altri due, viola che unito al bianco si schiarisce nel delicato rosa, viola che a fianco all'arancio non si intona ma colpisce.


E una matita di quelle con la punta mista, di quelle che mescolano varie tonalità, quelle con cui si giocava da bambini. Una matita che queste tinte le contiene tutte.
Stop.

Finalmente un momento per me, e me soltanto. Non me ne vogliano amici, visitatori, coinquilini, giorni frenetici e ineguagliabili, ma non vedevo l'ora di avere quattro pareti che si chiudessero solo su di me. 

Quest'ultima settimana è stata un turbine di eventi e di emozioni.

Ho fatto cose che il senso comune definirebbe folli, che chi le ha subite giustamente biasima, che chi c'era in mezzo per forza di cose condivide, e che io non potevo in alcun modo evitare, non senza essere in primo luogo scorretta verso qualcosa che sentivo scorrere profonda e viscerale.

"Si dice che ad ogni rinuncia corrisponda una contropartita considerevole"... citazione polivalente, ma nessuna delle sue infinite valenze manca di senso. Ho affrontato una contropartita sui gradini di una chiesa che non era quella che doveva essere, in una città che non ha ospitato quello che ci si aspettava. Ho affrontato contropartite prima e dopo quel momento. Ma quel verso inglese di una canzone che per altro prima di questi giorni ho sempre detestato, in quanto sopravvalutata, continua a girarmi in mente. Non è vero che non c'era posta in gioco, la posta c'è sempre, e forse in questo caso era anche più alta di molti altri giochi... è vero che io non ho giocato per vincere, nè per perdere. Ho corso una staffetta alla cieca. Se vinco, se perdo, sarà il cronometro a deciderlo, saranno quelli a cui, bendata, passerò il testimone. 

"A candle that burns from both sides"... inizio a pensare che non fosse esattamente una candela, ma un esplosivo. 

"Porte che si chiudono, portoni che si aprono"... anche questa è una citazione polivalente. Vale, io penso, un po' per tutti noi.

Mi ricorda un po' l'ascensore di casa mia. E' un modello di quelli vecchi, con la doppia porta, interna ed esterna...se non sono entrambe ben chiuse, il congegno non si attiva. Sembra un po' quello che ho fatto io... voltando le spalle alla porta, ho cercato di andare su senza notare che le porte non erano ben chiuse. Si, ha funzionato... ma proprio perchè non era il modo corretto di avviarlo, giunta al piano non mi avrebbe mai lasciata uscire. Sono tornata indietro, ho chiuso le porte nel modo giusto... Ma a quel punto c'era troppo carico. Ho dovuto chiedere, a malincuore, che qualcuno restasse a terra. E pur sapendo che era la sola opportunità perchè il mio ascensore funzionasse, tornasse a salire, beh, è sempre...scortese dire che non c'è spazio.



Alle porte. Ad ogni direzione in cui possano chiudersi, e aprirsi, sulla vita di ognuno di noi. Sperando che ci guidino verso il posto che meritiamo, bello o brutto che sia. A che ognuno di noi trovi la chiave per aprire tutte quelle che ritiene di voler attraversare, possegga le chiavi giuste per sigillare quelle che non vuole più incrociare, e abbia qualcuno che al momento opportuno attraversi con lui i cancelli dorati del paradiso. 

Pentola troppo guardata non bolle mai... mi ero girata, e l'acqua ha cominciato a gorgogliare, a straripare dal suo recipiente. Un po' d'acqua è scolata sui fornelli. Un po' mi è caduta addosso, nel tentativo di toglierla dal fuoco. Mi sono scottata con i manici, come mia abitudine, pensando di essere invulnerabile al calore del metallo rovente. L'acqua bollente è scivolata via, resta da vedere cosa è rimasto in pentola.
In genere mi piace cucinare, mi piace come cucino. Ma gli ingredienti devono essere buoni, la cottura durare il tempo giusto, il sale nelle dosi esatte. Forse ho esagerato con le spezie... Affamata, comunque, ho mangiato di gusto. Me ne è avanzato un po'... non rimane che da conservarlo, certe cose sono buone anche un po' più in là, dopo la cottura. Certo non le minestre, è risaputo che la minestra riscaldata non è appetibile. Vedremo cosa è rimasto, se ha ancora un po' di sapore. Ci spero, sennò che mangio domani per pranzo?! ;)


κἁθαρσις... già. attraverso stiletti sottili e affilati, piantati nei punti giusti, o in quelli dove fa più male. attraverso vasi di pandora scoperchiati. attraverso una parola di cinque lettere (o sette, dipende).
Time after time, sempre.

Era da un po' di giorni che aspettavo di trovarmi di nuovo davanti a questa pagina, ma il tempo è tiranno e a meno di non avere un paio di cloni non avrei potuto trovare il tempo per fare tutto e anche questo...
Il mio weekend è iniziato venerdì mattina e finito oggi.
Venerdì mattina, difatti, visita di amici direttamente dalla terra sicula... inizia il tour de force! Recupero in stazione, colazione in giro, pranzo e cazzeggio casalingo tra video compromettenti -non è come sembra!- coccole, grattini, biscotti e partite a carte... la sera ci vede poi a spasso per le vie del centro, a brindare a suon di birra all'Orzo Bruno e a fare discorsi pseudofilosofeggianti, in massima parte per effetto dell'alcol... su cosa sia giusto e sbagliato in un rapporto, su dove finisca la libertà e dove inizi il rispetto, su convinzioni morali, sociali, religiose... il tutto animato da uno spirito donchisciottesco tanto ammirevole negli intenti quanto non necessario nei fatti: per certe cose basta parlare, basta fare chiarezza, basta che si sappia dove tracciare una linea.
Il sabato, dopo una sana dormita, il pomeriggio ci ha visti in giro sotto la torre e poi in gita turistica a Lucca by night... al rientro, mega panino e altra birra, e altra nottata consumata tra canti disney a squarciagola e cazziate reciproche... La domenica prevedeva una gita in quel di Firenze, ma il sonno ha preso il sopravvento, e così ce ne siamo pigramente rimasti tra le quattro mura di casa, ingannando il pomeriggio con una ricca partita di poker in cui io e M abbiamo dimostrato di nuovo la nostra sorellanza, e un culo equamente distribuito tra le nostre due parti... beh, ci ho pagato la cena x tutti perlomeno =) Serata cinematografica davanti a Tarantino, "Bastardi senza Gloria" -io l'avevo già visto, ma non mi è dispiaciuto tornarci... gran film- e conclusione serata in giro in una Pisa deserta... evento leggermente drammatico a fine serata, con M che in una sfida di corsa con L sbatte sul muro per fermarsi e si fa male al polso...ho avuto conferma poco fa che è rotto, accidenti... brutti cazzoni, stare attenti no?! Infine, spaghettata e biscotti alle tre del mattino, e rottura finale dello standard, tutti in camera mia insieme ad aspettare l'ora di dirci Arrivederci...
Weekend intenso, ricco. Di affetto, di discorsi, di incomprensioni o di comprensioni assolute, di risate, di cazzeggio, di foto... in attesa di Natale per ritrovarci.
It's weird, but it's good till we are both all right... I feel sure, I have no doubt.

Dopo nemmeno tre ore di sonno...ci si rimette in marcia. Bologna mi aspetta per festeggiare la laurea di un amico, ma intanto se ne approfitta per anticipare l'arrivo e godere di un po' di tempo tutto per noi... nonostante nessuno dei due fosse al massimo della forma -e non credere che non l'abbia apprezzato...anche se non voglio che ti distrugga!- il pomeriggio è stato fruttuoso... meno a rischio di arresto del solito, ma diversamente intenso... tra confidenze sbucate casualmente davanti a una tisana color puffo, un salto in una facoltà ancora mia anche se non più mia, e...qualcosa che non si sa come, perchè, da dove, ma è saltato fuori...e d'altronde premeva per uscire da un po', per cui ha spintonato la porta e ha fatto saltare a gambe all'aria tutti quei cattivi che gli bloccavano il passaggio...
Really, I know, but I don't care.
Just like a Lybra, you just have to see which side is carrying the biggest weight... in this case, a weight of happiness, a weight of shivers running along my shoulders, a weight of emotions, a weight of Love. There's just so much on this pan that the other one is almost invisible, or at least so light that cannot compete... no time, distance, weirdness is going to make the pan fill enough. Yes, I know that just adding or removing something from each side can change what's going on the lybra. But I'm not going to worry about it prematurely.

Bologna, poi... è sempre un pezzo di me. E' un pezzo di casa, un pezzo di vita, un pezzo di cuore. Penso non smetterò mai di sentirla mia, di sentirmi al mio posto quando cammino tra le sue vie sempre familiari, anche se cambiano le vetrine, anche se qualcosa chiude e qualcosa riapre...
Lunedì sera, preparativi per la laurea del martedì... un mucchio di persone unite per festeggiare N, giunto alla fine del suo percorso. Circondato da gente dalla più svariata provenienza e dai più svariati legami nei suoi confronti, mi ha regalato di assistere ad una delle lauree più divertenti, ma nel contempo più commoventi a cui sia mai stata... non parlerà magari molto spesso di cosa prova, ma quelle tre pagine, quelle sue parole delle sera, e poco importa se fosse già quasi ubriaco, hanno mostrato il pieno e il bello della sua persona... se già pur non essendo strettissimi lo stimavo, adesso lo apprezzo ancora di più... e auguro il meglio a lui e alla preziosa consorte che ha al fianco...
That's when you say "it's not like it seems". Under a funny face, a big heart.

Quanto a me... sono ancora schiava di cose che non comprendo appieno, che controllo solo parzialmente, di cui mi riesce difficile calcolare l'entità. E non lo sopporto, perchè mi sento come in quel detto 'tra il dire e il fare...'. Perchè sembra quasi che certe cose arrivino apposta a dimostrarmi che oltre un certo punto non posso andare, che non ho il pieno libero arbitrio sulla mia vita. E per una come me è insopportabile.
I just want to smile without shadows in my eyes... I just want to look at me without finding something wrong... I just want to feel free, to feel strong, to feel safe...

Oggi, finalmente, rientrata a casa, e si spera nei ranghi. Dopo una breve ma intensa colazione, dopo altri minuti rubati al tempo tiranno e chiusi tra parentesi con un sorriso, nonostante stanchezza, malesseri, cattivi pensieri, un treno mi ha riportato a casa... Oggi, fino alle nove, tempo per me, per un po' di riposo e in attesa di rimettermi in pista. Mi sento persa, troppe cose, troppa fretta, troppo di corsa... ho bisogno di ordine. E poi posso correre di nuovo.
Run, Anny... Yes, I run, but I want to stop in the right stations. Like an old song says, "I don't want to miss a thing"... in truth that she learned, in times that she cried, in bridges she built... daylights, sunsets,midnights, cups of coffee.

[...l'inglese sarà sicuramente pessimo....perdonatemi...!!!]
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...bello sapere che solo una ristretta cerchia di eletti sa il vero significato di questa frase...e possa vedere, ricordare, immaginare il sorriso che accompagna un pensiero simile. Perchè sorrido, si. Il tempo sembra essere volato, e chissà cos'altro passerà sotto questo cielo, che da poco è diventato lo stesso...
Weekend in trasferta,questa settimana... per ovviare agli ostacoli organizzativi che il tempo e gli impegni ci parano davanti, ma anche, e soprattutto, per entrare a sbirciare in un mondo di cui fino a sabato sera avevo sempre e soltanto sentito parlare... un mondo di cui ero curiosa ma anche un po' spaventata, più per la sua importanza che per l'ambiente in sè... Beh, l'effetto è stato indubbiamente positivo: divertimento, risate, cazzeggio fino a tardi nonostante la stanchezza, e la sensazione di non sentirmi affatto fuori posto...
Poi beh, da un certo punto in poi il tempo è diventato solamente un contorno a circondare due sagome... una visita a un posto importante, poi beh... la conferma ad una previsione fatta durante la serata, che effettivamente nonostante l'imbarazzo -io nuuuuu! XD- si è rivelata azzeccata... e sinceramente ci stava tutta =D Il giorno dopo, sveglia presto e dopo una mattinata casalinga e una conoscenza tanto temuta quanto fugace, pranzetto fuori -con la scena più romantica del mondo, avanti, invidiateci, quale coppia può godere nel condividere alla Lilli&IlVagabondo un anello di cipolla fritto?!?! XD- e gitarella fuori porta in un posto magnifico, sotto un sole splendido...e difatti parecchia gente aveva avuto la nostra stessa idea =)
Caffè e gelato in centro, e poi è già ora di andare... sempre troppo breve. Ma pazienza. Attenderemo la prossima.
Chiarito, spero, un piccolo punto in sospeso... alla fine, siamo di corsa, e come abbiamo visto ci sono pure gli ostacoli... ma insomma, ci si allena, si salta sempre più in alto, l'importante è volerlo. E non è una gara, ma una staffetta, e si sta in squadra insieme... ^^

Oggi, ritornata alla solita vita...cavoli, il tempo è cambiato di botto, mi ha accolta un freddo inaspettato, e una lezione sostitutiva assolutamente imprevista: sarebbe potuta essere utile, certo, sarò una perfetta redattrice di tesi, dopo avere sentito per filo e per segno ogni minuscolo dettaglio del layout di pagine e frontespizio... ma direi che non è necessario fare una lezione universitaria per saperlo! Anzi, tre... c'è anche lunedì prossimo! Ceeeeeeerto che ci vengo...come no!
Il prof poi era veramente, come dire... democratico: determinate diciture non le dovevamo usare MAAAAAAAAAAAI PIUUUUUUUU', e alcuni simboli li potevamo trovare SOOOOOOOLOOOOO LIIIIIII'.... ahahaha quante risate, è stata rinominata la lezione dell'Art Attack della terza età!!!!!
Now, nuova settimana, nuovi progetti...amici in visita dalla lontana Sicilia per il weekend, laurea di amico il prossimo martedì (e amica amicissima da sostenere moralmente in questa occasione, in una sfida tra fantasmi del passato, familiari potenzialmente invadenti e angeli dagli occhi blu e dalla voce melodiosa...) vedremo che ne sarà, in attesa di nuovi progetti, di Lucca, di un altro amico in visita, e di tutto il resto... tempo che passa, cose da fare, tutto di fretta ma... va bene. "It's a new life...for me...and I'm feeling good" =)
Da bambini, ci piaceva fare un gioco. Non era uno di quelli che facevamo più spesso, ma comunque ogni tanto si vedeva in atto.
 Si vedeva un gruppo di ragazzini appoggiati alla parete del porticato, e di fronte a loro uno seduto invece sui gradini del portone; e si vedeva poi questo gruppo di ragazzini avvicinarsi al portone con strani movimenti, salti, o passetti all'indietro...
Ops, scusate, ho dimenticato l'audio... questi fanciulli, prima di muoversi, declamavano con voce fiera "O regina reginella, quanti passi devo fare per arrivare al tuo castello con la fede e con l'anello?" e dall'alto dei suoi gradini, quell'altro replicava "Quattro passi di gatto", o "Tre passi di formica", o ancora "Un passo da canguro", o il temibile "sei passi da gambero"... ed ecco spiegato l'andare a quattro zampe, o il muoversi contando i millimetri, i grandi salti o il camminare all'indietro... Era un'avventura in poche piastrelle ma con tanta fantasia, dove gli avventori erano giovani cavalieri pronti ad affrontare aspri terreni e avversità per offrire eterna fedeltà, e chiedere in sposa, una giovane e avvenente principessa chiusa nella sua torre...
Vedo, dunque, uno di questi baldi avventurieri in tenuta bianca e celeste, che sembra dapprima essere il favorito della reginetta, la quale gli permette, con 12 passi da formica, 5 da gatto, e 2 da canguro, di giungere quasi ai piedi del porton...pardon, della torre; quando però sembra fatta, ecco che il capriccio della principessa gli impone passi da gambero, tanti e tali da riportarlo quasi sulla linea di partenza.
Disperato, non sa che fare: rinunciare all'impresa, lasciando che altri più veloci, più pazienti o più fortunati di lui conquistino la sua bella? O riprendere tenacemente la marcia, sperando di rientrare nelle sue grazie e che quindi lo aiutasse di nuovo a giungere al castello?
Vedo quel ragazzino...ci sta pensando, c'è rimasto male, i passi da gambero non li voleva fare... vorrei dirgli qualcosa, ma cosa? Spingerlo a rimettersi in gioco, o consolarlo nel suo andare via?
Nonostante la stanchezza sia a livelli esponenziali, stasera, sento l'irrefrenabile attrazione verso questa pagina bianca...
Le lezioni, mio impegno fondamentale del momento. Stanno riempiendo a poco a poco le mie giornate, sono ancora agli inizi, alcune sono già entrate nel vivo, altre sono ancora alla fase presentazione, ma nel complesso quasi tutte sono fonte di stimoli vari e sempre nuovi... oggi uscita di lì mi sentivo sì stanca, distrutta, ma... piena. Piena di voglia di fare, piena di interesse per quello che avevo sentito, piena di curiosità per quello che avrei sentito dopo, lieta di fare finalmente quello che mi piace, per quanto impegnativo, denso e faticoso sia. So di nuovo perchè sono qui. Ho bisogno di regolare i miei ritmi, di acquisire una stabilità, di riprendere i tempi di studio, ma... ho un Motivo. Ho una spinta. Faccio quello che voglio, e voglio quello che faccio. Spero non sia solo l'effetto della prima settimana... hihihihi

Oggi è un mese di casa nuova. Un mese in cui ho ripreso a vivere da sola. Un mese in cui non vivo da sola, ma con una amica meravigliosa, M, che veramente con la sua solarità (si dice solarità, o è un parto della mia stanchezza?!), con il suo ottimismo, con la nostra sintonia e la nostra voglia di ridere riempie le mie giornate, calma le mie crisi ipocondriache, ascolta i miei sfoghi, si arrabbia quando non ne ho la forza e mi sostiene quando mi infervoro... non potrei chiedere di più. Sorelle separate alla nascita... forse S ha davvero ragione^^. E accanto a lei P, persona altrettanto ricca, meno... esplicita nella sua bellezza di quanto non lo sia lei, ma ugualmente piacevole, degna di nota e di stima, che sotto una scorza a volte scostante mostra dei lati davvero ammirevoli (e oggi mi ha fatto fare gil occhi a cuoricino, e un pochino di invidia anche....^^'')
Questa è casa. Casa sono anche L&M, ma volutamente non cito. Non cito perchè se oggi dentro di me festeggio il mio primo mese qui, non è perchè ci abbiano messo molto del loro...! Ma poco importa, con M ci si allieta la giornata a vicenda...

L'uni mi ha già regalato anche piacevoli conoscenze... già dopo la prima ora di lezione avevamo formato un gruppettino di riferimento, 5 fanciulle di svariate provenienze unite nell'essere sperdute nel nuovo mondo accademico e burocratico dell'unipi... e così c'è già con chi chiacchierare, chi ti tiene il posto, chi ti aspetta davanti il portone, con chi dividere le ore sovrapposte e scambiare gli appunti, con chi prendere il caffè nella pausa tra un'ora e l'altra... insomma, un buon inizio, e aspetto ancora il ritorno di V dal trentino ^^

Un mondo ricco insomma.
Ancora non è tutto in ordine, decisamente no. E' pieno ma indefinito, un po' confuso. Ma diciamo che ci sono parecchi margini di miglioramento, in ogni settore.

Guardavo foto oggi, tante foto.
Mi hanno fatto un effetto strano, un misto di emozioni indefinite, o definite solo nella mia testa...belle, bellissime. Ma...che strano. Who Knows...

Altro? Solo nella mia testa.
A little wish. A bit of misunderstandings. Lots of love. Happiness and melancholy. Anything else?

capìre [v.tr.]
vtr - comprendere con la mente, intendere il senso di qcs
vtr - giustificare o perdonare almeno in parte


Sono pienamente d'accordo con la prima definizione: la mia mente, la mia intelligenza tanto decantata dal mondo esterno (si, decantata, uso proprio questo termine perfettamente appropriato alla faccia di chi lo contestava tanto... okay, scusate, punta di acido), dicevo, la mia mente mi permette di cogliere tantissime cose, accessibili o meno ai più... Sulla seconda non condivido: capire, secondo me, proprio in quanto tale, non può essere spiegato con giustificare, perdonare. Perchè se capisci non hai bisogno di giustificare, e se vieni capito non devi giustificarti: capire è una intima vicinanza tra due menti, tra due mondi, che non ha bisogno di giustificazioni nè di perdoni. E' proprio questo anzi il difficile, a parer mio: l'entrare in un contatto tanto ravvicinato con qualcosa che non ti appartiene. Necessita di una certa qual dose di Empatia.


empaa, s.f.:
1 TS filos., in estetica: proiezione delle proprie emozioni su un oggetto per identificarsi con esso
2 TS psic., capacità di identificarsi con gli stati d’animo di una persona 


Trovo l'empatia una predisposizione difficile da gestire... è quella che mi fa contraddire l'ennesima perla di saggezza di Faber, quando scrive che "Per tutti il dolore degli altri è dolore a metà". Perchè se arrivi ad essere così vicino a qualcuno, il suo dolore diventa tuo, e non è metà, è doppio, perchè vi si somma l'impotenza, l'impossibilità di agire per alleviarlo.


Tutto questo a che pro? Tutto questo per dire quanto la comprensione non sia una dote scontata, affatto. Quanto sia difficile offrirla...almeno tanto quanto è difficile riceverla.
Mi si dice che capisco. E penso sia vero. Ma quanto vengo capita? Intendiamoci, non sto facendo uno di quei discorsi emo della serie "nessuno mi capisce, sono sola al mondo, tutti mi odiano, tagliamoci le vene"... non sarebbe nel mio stile. Non credo davvero che nessuno mi capisca. Ma mi chiedo se qualcuno prova verso di me quella sorta di empatia che ho sperimentato sulla mia pelle nei confronti di alcune persone. Perchè tutti  abbiamo bisogno, in fondo, di sentirci compresi.


Si, sono in vena di riflessioni intimiste, in questi giorni. Sarà il tempo che cambia. Saranno i tempi che cambiano. Sarà che scopro sempre di più quanto sia piccolo il mondo intorno a me, sarà che in questo mondo così piccolo voglio trovare un posto per me e per quello che per me conta senza vederlo barcollare da un momento all'altro.




La mia nuova applicazione preferita di feisbuk (insieme al biscotto della fortuna, al biscotto del malumore, alla parola del giorno, al precetto di Ratzy) sono le citazioni del mio amato De Andrè... che effettivamente ha sempre qualcosa di illuminante da dire...
Spesso quando non ho nulla da fare le apro a ripetizione, non le pubblico tutte perchè sembrerei una invasata, ma le leggo per giocare, per ricordarmi canzoni che mi sfuggivano di mente, per giocare a indovinare da dove sono tratte, o semplicemente perchè mi dica qualcosa su cui riflettere (e spesso mi prende anche un po' di malinconia...)
Poco fa quella che mi si è parata davanti è stata

"Quello che non ho...è quel che non mi manca"
...Che dire?
Doppia interpretazione, a questa frase.
Quella che piace a me è quella positiva, ovviamente. Cioè, che esprima la massima felicità raggiungibile...l'avere tutto quello che si possa desiderare, il non sentire la necessità, la mancanza, di qualcosa che non si possiede.
Certo, c'è il rovescio della medaglia. Ovvero, la si può vedere anche come uno...smettere di desiderare. Come la fine della ricerca, come una parete che ti separa dal resto, come un rimanere nel proprio senza voler andare oltre... Una sorta di volpe con l'uva, "questo non ce l'ho e quindi non lo voglio", un non voler agire per conquistarselo.
Dove voglio arrivare con questo?
Credo, da nessuna parte. Semplice volo pindarico su questa frase. Che mi ha dato da pensare, come vedete. Ma che io continuo a vedere con il massimo del suo senso positivo, una sorta di raggiungimento del Nirvana... e mi piacerebbe davvero arrivare a dirla con convinzione, prima o poi. Anche se... non voglio smettere di cercare il massimo.


Basta che funzioni.
Davvero, fosse facile...

Come si può intuire dall'incipit, sono stata a vedere l'ultimo Woody Allen. Mi ha davvero colpito parecchio.
Risate tante, personaggi molto caratterizzati, il vecchio spocchioso e ipercritico e la fanciulletta completamente idiota in primis, battute pungenti ["Dio è gay. Ha fatto i fiori, i begli alberi... è un arredatore"], scene surreali... ma in fondo un percorso,un sottile ma indispensabile filo che lega tutta la vicenda... le cose vanno bene, quadrano, scorrono lineari solo quando sono quelle giuste, quelle in cui ci si sente a posto. Quando non sono quelle canoniche, quelle fatte perchè si devono fare, quelle previste dal contesto. Perchè in fondo la vita è davvero in buona parte fortuna, è avere una buona mano così come sapere giocare bene quella cattiva. E ognuno può trovare il suo in qualcosa che gli altri potrebbero non capire...

"That's why I can't say enough times, whatever love you can get and give, whatever happiness you can filtch or provide, every temporary measure of grace -- whatever works! Don't kid yourself, it is by no means up to your human ingenuity, a bigger part of your existence is luck."

Parte del monologo finale. Mi ha lasciato la testa ronzante come poco altro.
E in fondo il discorso fatto oggi con P può ricollegarsi a questa citazione, a questo film, con molta facilità. Ha detto che le mie idee sono molto logiche e mature, e che non sa se sarebbe stata in grado di comportarsi allo stesso modo. Ma siamo sempre lì, per dirla col film... it works. E quindi chi sono io per impedirlo?
Oggi i discorsi impegnati sono stati all'ordine del giorno. Con M e P, davanti a un kebab post film, mi sono lanciata in una apologia dell'omosessualità. Sono stata forse un po' troppo veemente nell'esprimere le mie posizioni, ma è un tema che mi tocca. Troppe persone che stimo fanno parte della categoria, mi hanno avvicinata a questa fetta di vita e me l'hanno fatta comprendere meglio... non posso che prenderne le difese, e chiarire i punti oscuri che ora a me sono oltremodo chiari.

Altro? Si, tanto altro.
Libertà, paura, legame, impegno, impegni, entusiasmo, tiepidezza, progetti, due, uno, incontri, lezioni, orari, difficoltà, tempistica, priorità, compromesso, aspettative, fiducia, futuro, presente, passato... e forse ancora qualcosa. Ogni parola ha una sua storia. Ma come vedete sono troppe per spiegarle una per una.
Anche qui... whatever works.
E per citare un altro aforisma che mi ha colpita oggi... "Pensa a chi vuoi diventare. Una volta che lo sai, fai ogni cosa di conseguenza."
Si, oggi vado avanti con parole non mie... devo avere avuto troppi stimoli dal mondo esterno. Scusate, voi tutti a cui sto rubando le parole di bocca.
Ultimi venti minuti del mio ventitreesimo compleanno.
Il secondo compleanno pisano. Il primo era in trasferta, questo è giocato in casa.
Due notti quasi insonni, una mattinata nella mia nuova piazza preferita, un pomeriggio ricco di emozioni, una serata di chiacchiere più o meno intense, una mezza sbronza, uno scopone delle tre del mattino, un regalo simbolico, tre ore di sonno e una mattinata frenetica in cucina, 15 persone riunite in una camera per festeggiarmi, un biglietto ricco di doppi sensi, un vestito arrivato a pennello, un caffè in centro, delle foto sull'arno e un treno che si allontana.... ecco la sintesi delle mie ultime trentasei ore.

Sono andata più a fondo in una sera che in tre mesi. Ho abbattuto più barriere in una notte che in quattro anni.
Un fulmine, non ci sono altre parole.
E non potevo onestamente chiedere niente di meglio.
Dunque...tanti auguri a me. =)
"I've got a right to be wrong
My mistakes will make me strong
I'm stepping out into the great unknown
I'm feeling wings though I've never flown
I've got a mind of my own
Flesh and blood to the bone
See, I'm not made of stone"

Stanotte ho veramente dimenticato il concetto di tempo, di sonno, di orario.
Presa da me e dai miei pensieri. Applicandomi nella mia vena "artistica" per tenermi impegnata. Alla ricerca di una frase che mi perseguita e che mi sento stampata addosso.
Turbata da qualcosa che ho fatto perchè sentivo giusto, ma che forse vedevo meno significativo di quanto fosse.
Quanto conta sapere...conoscere, fino all'ultima lettera... A che scopo...e che eventi scatena...?

...got right to be wrong...but I don't want to make a mistake.
E tante altre cose da dire, e troppa poca voglia di scriverle. Forse non sono ancora in ordine.
La fretta è cattiva consigliera.
Dovrei ricordarmelo più spesso.
Voglio andare sano e lontano, e requisito indispensabile mi sa che è l'andare piano.
E sia.